Lo segnala il Centro di documentazione dei movimenti “Lorusso-Giuliani”, che ha già provveduto a ripulire il vetro: “Ennesimo sfregio alla memoria della città da parte di chi non ne conosce la storia”.
Ancora una volta imbrattato (e ancora una volta ripulito) il vetro che in via Mascarella mostra i segni lasciati dagli spari dei Carabinieri che l’11 marzo 1977 uccisero Francesco Lorusso. Anche in questo caso è stato il Centro di documentazione dei movimenti “Lorusso-Giuliani” a notare le tracce di spray lasciate sulla teca e ad adoperarsi (nella giornata di ieri) per rimuoverle. “Come Centro di documentazione dei movimenti abbiamo ripulito per l’ennesima volta la teca di via Mascarella che conserva i proiettili sparati il giorno dell’assassinio di Francesco Lorusso dall’ennesimo sfregio alla memoria di questa città. E speriamo questo non debba più ripetersi per le inutili tag di qualcuno che non conosce la storia del movimento e la storia di questa città”, è il messaggio sottolineato dal CentroDoc, con l’auspicio che la targa apposta nel 2015 contribuisca a far sì che chiunque passi davanti alla teca possa rendersi conto di qual è il suo significato.
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