Due terzi degli operatori a tempo determinato impiegati lo scorso anno scolastico si ritrovano senza alcuna garanzia occupazionale. Ignorato il referendum di giugno contro l’accordo firmato dai confederali.
Cinquecento precari hanno lavorato fino a giugno nei servizi educativi e scolastici comunali, ma quest’anno solo circa 210 saranno assunti dall’Asp Irides, mentre per gli altri 290, secondo il sindacato di base Usb, “non c’è nessuna garanzia occupazionale”: solo la speranza di qualche contratto giornaliero
A coprire i servizi, tra nidi, materne, doposcuola e sostegno all’handicap, si provvederà con la mobilità forzata degli operatori di ruolo, con buona pace della continuità educativa.
“Sta succedendo quello che avevamo già previsto”, contesta il sindacato, ed è “il risultato di un accordo siglato da Cgil-Cisl-Uil con l’amministrazione e bocciato dalle lavoratrici”, con un referendum tenutosi a giugno e di fatto ignorato da Palazzo d’Accursio.
Inoltre, prosegue la nota di Usb, “è un segnale grave che il Comune non abbia previsto nessuna assunzione a tempo indeterminato nel piano occupazionale 2012 di collaboratori, educatrici ed insegnanti; è una conferma della volontà di esternalizzare i servizi all’infanzia”.
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