Cua e Split vogliono "un tavolo di trattativa con il responsabile della struttura e il rettore dell'Alma Mater dal quale esca la garanzia scritta di adibire i piani ancora in costruzione di Beyoo a case gratuite per studenti e studentesse in emergenza abitativa, per tutte quelle idonee non assegnatarie degli studentati Er.Go".
The Student Hotel gioca con le parole: ‘battesimo’ contestato
La catena che gestisce la struttura di via Fioravanti ora si chiama The Social Hub e il collettivo LUnA, ieri, ha disturbato l'operazione d rebranding. Il Laboratorio Cybilla, invece, segnala un'azione comunicativa contro Camplus. Asia-Usb: "Dal Comune reale cambio di passo sul diritto alla casa o ennessima operazione di facciata?".
Blitz a Camplus: “Basta studentati di lusso!”
"Il mercato immobiliare è così saturo che trovare una casa diventa impresa impossibile", ribadisce il Cua, raccontando che durante la protesta attuata ieri sera si è verificato un "grave atto di intimidazione da parte della sicureza privata" nei confronti delle/i manifestanti.
Contestato il ‘benvenuto’ dell’Alma Mater: “Vogliamo case, spazi e aule!”
Il Cua occupa l'ingresso del rettorato durante l'evento inaugurale della festa organizzata dall'Ateneo: di fronte alle criticità incontrate dalle/gli studentesse/i "nessun provvedimento reale è stato preso, eppure nostri soldi sono stati presi eccome, senza sconti a nessunə. Non siamo limoni da spremere e buttare. Il benvenuto lo diamo noi a chi qua non ci vuole".
::: Notizie brevi :::
Bollette bruciate davanti a Hera durante un presidio organizzato dall'Usb per "protestare contro il carovita e le speculazioni delle grandi compagnie dell’energia" | Ru486, Mujeres Libres: dalla Regione solo "becera propaganda sui nostri corpi e sulle nostre lotte" | Làbas e Luna in piazza Verdi: "Il diritto a vivere in città non può esserci negato".
Precario sotto sfratto, ottenuto rinvio di un mese
Picchetto stamattina in via Gandusio. Asia-Usb: "La situazione di chi cerca casa a Bologna rimane tragica, e le difficoltà di studenti e giovani lavoratori per poter rimanere a vivere nella città nella quale studiano o lavorano devono essere risolte in maniera strutturale dalle istituzioni locali".
Aula troppo affollata: “Sospesa lezione al 38”
"In moltə erano costrettə a seguire stando per terra o sulla porta", riferisce il Cua, mentre al 36 "grazie alla pressione di studentesse e studenti sono finalmente riaperte le porte del cortile definitivamente".
Occupato il cortile del 36
Ieri sera l'iniziativa del Cua, dopo che l'area era stata "chiusa per motivi sanitari nel 2020 da parte di Unibo e mai più riaperta", per restituire uno spazio di socialità alla zona universitaria. Ma stamattina l'accesso risultava nuovamente interdetto: "Convergiamo tutte davanti al 36 e riprendiamoci quello che ci spetta", è il messaggio del collettivo.
Zaki, ancora un rinvio: al 29 novembre
Il ricercatore dell'Alma Mater dall'Egitto: "Impiego appieno ogni momento della mia vita come se fosse l'ultimo", consapevole che "la battaglia per mantenere la pace e la sanità mentale è quella più difficile".
Respinsero provocazione di “prodi fascistelli”, denunciate/i studentesse/i
I fatti risalgono allo scorso maggio quando in zona universitaria si erano verificate "molestie, minacce, scritte xenofobe e sessiste, svastiche sui muri e il tutto era culminato il 19/05 con una simpatica irruzione all'interno dell'auletta autogestita del 38 strappando i manifesti trovati al suo interno e pisciando sui muri", scrive il Cua.
“Jin, Jiyan, Azadi”, anche a Bologna la protesta contro il regime iraniano
"Non ci fermeremo mai", assicuravano stamane le/i manifestanti sotto le Due Torri, in gran parte studentesse/i dell'Alma Mater provenienti dal paese dove proseguono da giorni le proteste innescate dalla morte di Mahsa Amini, morta dopo l'arresto per aver violato le prescrizioni sull'hijab.
“Prendiamoci le case”, studentesse/i in corteo
Ieri, dopo l'assemblea in piazza Scaravilli lanciata dal Cua per raccogliere esperienze sulla difficoltà a trovare alloggi in città: "E' evidente che non si tratta di emergenze, bensì di speculazioni sulle nostre vite da parte di multinazionali, che nella più totale connivenza di Università e Comune, lucrano sulla nostra disperazione".

