Sopra i tre anni, a norma di legge, sarebbe dovuta andare con la madre in casa famiglia o in un istituto a custodia attenuata: ma in regione non ne esistono, e sono state entrambe tenute in cella nella casa circondariale cittadina.
Una bimba di quattro anni, lunedì della settimana scorsa, è entrata con la madre, migrante, nella sezione femminile della Dozza, e vi è rimasta tre giorni, in camera detentiva per la quarantena prevista dalle norme di prevenzione del contagio da Covid-19: potevano uscire solo per l’ora d’aria, isolate dalle altre detenute. Solo il giovedi successivo, dopo l’udienza di convalida, sono state entrambe scarcerate.
A norma di legge, sopra i tre anni, sarebbero dovute essere accolte in un’Istituto a custodia attenuata per detenute madri, o presso una casa famiglia. In Regione, tuttavia non esistono strutture di questo tipo: “Sarebbe ora che venisse individuata”, ha detto il garante comunale dei detenuti Antonio Ianniello.
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