“Non nascondetevi dietro ad un dito”, attacca il Cua, che intanto annuncia di aver occupato “in maniera permanente” un’aula di via Zamboni 38.
“Oggi siamo partit3 tutt3 insieme e siamo andate a bussare alle porte del rettore per chiedere un tavolo di trattativa e ribadire le nostre rivendicazioni. Quelle porte sono – come sempre – rimaste chiuse, nessuno è sceso per aprire quel famoso dialogo”. Così il Cua, sui social. “Dopo aver occupato lo stabile di via Oberdan 16 divers3 esponenti di UniBo si sono dett3 pront3 e disponibili nell’aprire un dialogo con noi studentess3. Ma quale dialogo? Le nostre richieste- scrive il collettivo- sono state bellamente ignorate per settimane e settimane, la prima e sola risposta che abbiamo ricevuto è stata lo schieramento di decine di celerini in tenuta antisommossa, manganellate e lo sgombero di un’occupazione abitativa. Dopo più di 12 ore passate in presidio solidale, un corteo di centinaia di studentess3 si è mosso per le vie della zona universitaria finendo col prendersi in maniera permanente un’aula di via Zamboni 38″. E da lì è partita la protesta di oggi in rettorato. “Non nascondetevi dietro ad un dito, scendete dal vostro palazzo e venite a guardare in faccia chi non avete avuto il coraggio di ascoltare, ci troverete in via Zamboni 38 occupata ad oltranza!”, aggiungono le/gli attiviste/i.

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