Culture

::: Notizie brevi :::

Si Cobas: “Cambio d’appalto alla Camst, a rischio 150 posti” | Bufera per servizio Tgr a Predappio, l’Anpi: “Vergognoso” | Nodo sociale antifascista: “Riecco i rossobruni” | Riders su Sgnam/MyMenu e nuove promesse Di Maio; solidarietà da Sgb | Noi Restiamo su DumBo: “Ennesimo progetto di gentrificazione”.

30 Aprile 2019 - 19:33

“Ennesimo cambio appalto causato dalla presenza di aziende fuori legge nei magazzini della logistica” e ci sono “circa 150 lavoratori e lavoratrici che ora rischiano diritti e posto di lavoro”. Succede al magazzino Camst dell’Interporto e la segnalazione arriva dai Si Cobas. Il sindacato spiega che all’origine del cambio d’appalto ci sono i problemi giudiziari che hanno interessato l’agenzia per il lavoro Alma. In ballo ci sono i diritti dei facchini, “che ora Camst vorrebbe negare profittando di questo torbido cambio appalto”, con un nuovo affidamento che “dovrebbe realizzarsi con un pesante abbattimento del costo del lavoro”. Per questo oggi “i lavoratori sono stati lasciati fuori dall’azienda Camst che ha preferito optare una serrata piuttosto che affrontare la situazione” e in conseguenza di ciò “i lavoratori si trovano oggi in presidio davanti a Camst”, raccontano i Si Cobas, chiedendo che l’azienda “riconosca la posizione di questi lavoratori e lavoratrici assumendoli direttamente”. Sempre i Si Cobas intanto segnalano che nei giorni scorsi c’è stato uno sciopero dei lavoratori Ups: “Verso il Primo maggio e oltre, continuiamo ad organizzarci usando l’arma della solidarietà, dello sciopero e dell’internazionalismo”.

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Continuano da ieri le polemiche attorno al servizio del Tgr Rai dell’Emilia-Romagna sulla commemorazione di Benito Mussolini a Predappio. Tra i vari commenti, l’Anpi nazionale afferma che il servizio in questione “è vergognoso e gravemente lesivo del dettato antifascista della Costituzione repubblicana. Sono stati ripresi atti e parole di difesa pubblica del fascismo, di riverenza e di fedeltà ad un criminale, saluti romani: due lunghi minuti di oltraggio all’Italia”.

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“A volte ritornano… Così gli illuminati rossobruni di L.U.C.I., dopo aver cercato tre mesi fa di presentare al  centro Costa di via Azzo Gardino 48 un libro contro la società multiculturale in difesa della «razza bianca caucasica» minacciata, ahinoi!, addirittura di «estinzione»…, ora ecco che ritornano al centro Costa sabato 4 maggio alle ore 19 per promuovere la proiezione di un film melenso e nostalgico che finge di opporsi al neoliberismo solo per propagandare il nuovo pensiero unico identitario e prima-gli-italiani”. Lo segnala il Nodo sociale antifascista, invitando “tutte e tutti a vigilare affinché queste iniziative pseudoculturali non si trasformino in occasioni oblique di propaganda xenofoba”.

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Ieri sera “assemblea retribuita durante l’orario di lavoro per i riders di Sgnam/MyMenu”, che sollecitano un incontro con l’azienda “per chiedere chiarezza sulla diminuzione dei turni e delle ore di lavoro; pretendiamo inoltre l’applicazione integrale della Carta dei diritti, che la piattaforma ha sottoscritto, anche sui punti che non sono ancora migliorati”. Lo riferisce Riders Union. Che, intanto, commenta così l’ennesima rassicurazione del ministro Di Maio sull’introduzione di norme per la tutela dei ciclofattorini (si parla, stavolta, della legge sul salario minimo): quello che davvero serve è un “decreto legge subito, altrimenti per noi quello che sta facendo il Governo è soltanto campagna elettorale”. Domani, in occasione del Primo maggio, i riders saranno in presidio davanti al McDonald’s di via Indipendenza e Sgb in vista di questo appuntamento “invita tutte e tutti a solidarizzare” con questi lavoratori “simbolo della precarietà”.

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Anche Noi Restiamo critica la nascita di DumBo nel comparto sull’area dell’ex scalo merci Ravone, definendolo: “l’ennesimo progetto di gentrificazione della città al grido della cosiddetta ‘rigenerazione urbana contemporanea’”. Progetto che “ha l’ambizione e la presunzione di ispirarsi al quartiere di Manhattan, storicamente quartiere popolare e artistico che ha subìto dal 2000 una massiccia gentrificazione incontrando la resistenza dei residenti. Bologna vuole passare direttamente all’ultimo stadio del processo: un quartiere snaturato e trasformato in parco giochi per turisti”.