E’ successo a due attivisti di Tpo e Làbas, trattenuti dai Carabinieri insieme ad altri 4 manifestanti: “Vorrebbero chiudere gli spazi di dissenso e democrazia, non ci faremo intimidire”
Due attivisti del Tpo e altre quattro studentesse e studenti provenienti da Lanciano, che stavano raggiungendo lo spezzone Libertà di movimento – Europe for all in piazza Vittorio a Roma questa mattina per la contestazione al summit celebrativo dei sessant’anni dei Trattati di Roma, sono stati fermati dai carabinieri, perquisiti e “portati per accertamenti” (questo quanto dichiarato dai carabinieri agli attivisti che chiedevano notizie sulla sorte dei fermati) in caserma in piazza Dante. Ai sei è stato consegnato il foglio di via dalla capitale. Così il centro sociale Làbas alcuni minuti fa sul suo profilo Facebook: ” Nel clima di controllo e militarizzazione creato ad hoc, questa mattina i due pullman provenienti da Bologna sono stati controllati al casello e sei attivisti – tra cui due compagni del Tpo e di Labas – sono stati fermati nei pressi della piazza di concentramento del corteo, perquisiti e portati in caserma.” E aggiungono: “È chiaro il pericoloso intento di criminalizzare le mobilitazioni che oggi scendono in piazza, è evidente la sperimentazione delle misure del pacchetto Minniti messe in atto in questa giornata. Vorrebbero chiudere spazi di dissenso e di democrazia, ma non ci facciamo intimorire e attraversiamo le strade di Roma per la libertà di movimento per tutte e tutti. #Europe4all”. Il corteo avrebbe dovuto raggiungere la Bocca della Verità, nei pressi del Circo Massimo, ma a quanto si apprende dalla piazza si è fermato al Colosseo.
> Ascolta l’audio raccolto dalla nostra inviata a Roma con un’attivista del Tpo:
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