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“Siamo antifasciste transfemministe e per noi vale una sola legge: l’autodeterminazione!”

Nel giorno del 44esimo anniversario dall’approvazione della Legge 194, azioni comunicative in luoghi “in cui si riproduce la violenza antiabortista sui nostri corpi: una delle sedi del Movimento per la vita, l’ospedale Maggiore e una farmacia notoriamente antiabortista”.

22 Maggio 2022 - 13:36

“Siamo le gattare sfascia famiglie che abitano gli incubi dei Pro Life e dei cattofascisti della nazione. Nel giorno del 44esimo anniversario dall’approvazione della Legge 194 ci riprendiamo lo spazio pubblico e decidiamo di sanzionare i luoghi in cui si riproduce la violenza antiabortista sui nostri corpi: una delle sedi del Movimento per la vita, l’ospedale Maggiore e una farmacia notoriamente antiabortista, per ribadire che vogliamo #moltopiùdi194!”. A segnalare è un comunicato a firma Compagne transfemministe, inviato alla nostra redazione:La legge 194 non garantisce sempre e per tutt* l’accesso all’aborto; è in sé problematica, ipocrita e contraddittoria, predisposta per sua natura ad attacchi e boicottaggi interni. Per la legge l’aborto è una concessione ammessa solo per motivi di salute, economico-sociali e per rischio vita (art. 4): in nessun caso è ammessa una motivazione come ‘non voglio diventare madre’. Noi ci opponiamo a ogni tentativo di subordinare le donne al ruolo di cura all’interno della famiglia tradizionale – bianca, eterosessuale, ri-produttiva e maschilista – e alla maternità come destino biologico. Dobbiamo rispondere a medici che vagliano la nostra condizione e le nostre capacità decisionali. L’art. 5, infatti, introduce un limite – che veste il camice del medico – alla nostra autodeterminazione: i sette giorni di riflessione. Non rimane che chiedersi: prima di quei sette giorni non eravamo capaci di prendere decisioni? È potere del medico illuminarci d’un tratto? L’art. 9 sull’obiezione di coscienza, cosa fa se non consegnare al personale medico-sanitario il potere di decidere per noi? Non ci sono parametri o soglie d’allarme: il risultato è che potremmo ritrovarci senza più personale non obiettore, superando anche il 90% in alcune province. Il piano dei neofondamentalisti risulta chiaro: non chiedono l’abrogazione della legge, ma si alleano con medici e istituzioni, tutelati dalla legge stessa. È del resto la stessa 194 con l’art. 2 che dà il lasciapassare al Movimento per la vita per strutture sanitarie pubbliche, permettendo loro di finanziare e aprire i loro Cav in consultori e ospedali pubblici”.

Continua il comunicato: “Gli attacchi all’aborto portati avanti in un’ottica familista sono legati all’organizzazione complessiva della società fatta di violenza e oppressione. Dietro la rivendicazione ideologica della nazione bianca si nasconde razzismo istituzionale e odio nei confronti delle soggettività LGBT*QIA+ : mentre alle donne viene negato l’aborto per riprodurre lo stato nazione nella sua bianchezza, le persone migranti vengono respinte e le persone LGBT*QIA+ diventano il bersaglio del cattofascismo di chiesa e stato. La legge 194 implode nelle mani di cattolici e obiettori e i diritti sessuali e riproduttivi delle persone LGBTQIA+ non versano in condizioni migliori. Noi rigettiamo l’idea della mera difesa di una legge costruita con un compromesso storico sui nostri corpi e desideri. Non lo volevamo in passato e non lo vogliamo oggi! Ci alleiamo all* compagn* argentin*, irlandes*, polacch*, rumen*: non siamo incubatrici della nazione, non ci limitiamo a difendere le poche e cattive leggi esistenti, abbiamo bisogno di #moltopiùdi194! Noi facciamo parentele non popolazione, siamo gattare abortiste, antifasciste transfemministe e per noi vale una sola legge: l’autodeterminazione!”.