Il collettivo dà appuntamento a mezzogiorno in via Zamboni 33, dove già si trovano mezzi della polizia. Intanto “l’Ateneo non si azzardi a toccare il fondo Roversi”.

“Sarà una lunga giornata, ci stiamo organizzando”, annunciano gli attivisti del collettivo che, alle 9 di stamattina, hanno trovato già murato l’ingresso dello spazio di via San Petronio Vecchio, al cui interno stamattina non c’era nessuno, e una camionetta a bloccare l’accesso da via Guerrazzi. Il primo appuntamento è tra pochi minuti, alle 12, davanti al rettorato in via Zamboni 33, presidiato dai blindati già da stamattina. Su twitter Bartleby non nasconde la rabbia: “Dissotterriamo le asce di guerra”, si legge alle 11,33.
“Si mostra cosi’ il vero volto dell’amministrazione universitaria e comunale. Come avevamo annunciato l’offerta di uno spazio fuori città inaccettabile – commenta a caldo Michele del collettivo – era il preludio ad un imminente sgombero”. Ora all’Ateneo “diciamo prima di tutto una cosa: non si azzardi a toccare nulla di quello che c’è all’interno – aggiunge Michele – a partire dal fondo donatoci dal poeta Roberto Roversi, oppure dovrà assumersi la responsabilità politica anche di questo sgombero”.
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