Il 27enne prelevato dalla polizia in aeroporto al Cairo dove era atterrato per un periodo di vacanza, ignoti i capi d’accusa. Durante l’interrogatorio potrebbe aver subito elettroshock e altre torture.

Patrick George Zaky, attivista e ricercatore egiziano di 27 anni iscritto a un master in Studi di genere dell’Università di Bologna, è stato arrestato giovedì scorso all’aeroporto del Cairo, dove era atterrato per trascorrere un breve periodo di vacanza nella sua città natale, Mansoura. Dopo l’arresto non gli sarebbe stata data possibilità di contattare né i famigliari né un avvocato.
Ignoti i capi d’accusa. Secondo quanto ricostruito da Amnesty International, il ragazzo potrebbe aver subito elettroshock e altre torture durante l’interrogatorio. La polizia egiziana avrebbe agito in base a un ordine di cattura emesso nel 2019, di cui lo studente però non era a conoscenza. Lo studente, stando alle stesse fonti, durante l’interrogatorio potrebbe aver subito torture, tra cui l’electroshock.
Nel 2018, contattato dall’agenzia Dire in merito alla situazione nel paese, l’attivista aveva detto: “L’Egitto non è affatto stabile, né dal punto di vista socio-economico né delle libertà fondamentali. La gente non trova lavoro, il costo della vita continua ad aumentare e il governo fa di tutto per limitare gli spazi del dissenso”.
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