“Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa” è il reato contestato a quattro uomini tra i 19 e i 53 anni residenti nel bolognese e a Modena, le cui abitazioni sono state perquisite questa mattina.

Erano stati individuati e identificati per la partecipazione ad alcune chat suprematiste oggetto di un’indagine dei pm genovese, ora è la Procura di Bologna ad averli iscritti nel registro degli indagati. “Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa” è il reato contestato a quattro uomini tra i 19 e i 53 anni residenti nel bolognese e a Modena, le cui abitazioni sono state perquisite questa mattina dalla Digos, trovando armi e materiale informatico, quest’ultimo ora al vaglio della Postale.
Aderenti, a quanto emerso dalle indagini, a un’associazione di rievocazione storica delle milizie della Germania nazista, secondo la Procura “avevano costituito un’associazione il cui obiettivo era l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi” e “propagandavano, utilizzando chat nelle più note piattaforme di messaggistica internet, idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale ed etnico, istigando a commettere atti di discriminazione, anche con apologia della Shoah e dei crimini di genocidio”.
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