Il presidente negli scorsi giorni aveva promesso alla Lega Araba amnistia e ritiro dell’esercito, ma anche l’ultimo venerdì ha visto le forze di sicurezza sparare sui manifestanti, circa 20 le vittime
Amnistia per chiunque consegni le proprie armi entro una settimana, purché non abbia ucciso nessuno; ritiro dei carri armati e dei blindati; ritiro dell’esercito dalle città.
Sono le vuote promesse del presidente siriano Bashar al Assad, pronunciate in settimana al summit della Lega Araba. Ma il trentaseiesimo venerdì consecutivo di proteste e feroce repressione (una ventina le vittime) ha mostrato come, anche in questo caso, Assad non intenda dar seguito agli impegni. Le forze di sicurezza, e i loro mezzi, presidiano ancora città e quartieri ribelli.
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