Ieri presidio davanti alla Prefettura, convocato da Asia-Usb dopo le 22 denunce notificate in merito alla resistenza dei profughi del nord Africa nel 2013. Ottenuto un tavolo per il 17 giugno.
Un centinaio di militanti di Asia-Usb e delle associazioni coinvolte nelle denunce hanno dato vita al presidio di solidarietà verso i 22 denunciati per i fatti avvenuti il 18 agosto del 2013 quando i profughi dell’emergenza nord Africa, non avendo soluzione, occuparono simbolicamente i luoghi dove da tempo vivevano per chiedere soluzioni abitative all’amministrazione comunale. Quelle occupazioni portarono alla convenzione annuale tra associazioni e amministrazione comunale per l’autogesione delle ex scuole Merlani. Assurda quindi appare la decisione della magistratura di indagare gli occupanti per vari reati. Dopo circa un’ora di presidio e una trattativa con i rappresentanti della polizia, una delegazione composta dai rappresentanti delle associazioni e dal sindacato Asia-Usb è stata ricevuta dalla rappresentante della Prefettura.
Dall’incontro si è usciti con la moderata soddisfazione per l’interesse da parte della Prefettura a farsi portavoce presso le istituzioni, in primis l’amministrazione comunale, per fare chiarezza sull’accaduto e di provare a stabilire un tavolo di colloquio dopo il 17 giugno tra sindacato, associazioni e Prefettura. All’uscita, il portavoce della delegazione ha tenuto a precisare al megafono della cauta soddisfazione per l’andamento dell’incontro e per il riconoscimento che la lotta per la casa continua ad avere nella città di bologna e non sarà certo la reazione di parte della magistratura a fermare tale lotta sociale e civile.
Asia-Usb
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