Attivisti presidiavano la zona dove devono iniziare i lavori per l’opera, che colpirebbe duramente il territorio: la polizia attacca con lacrimogeni e granate assordanti, e ci scappa il morto.
(Dal sito di Radio Onda d’Urto)
In Francia sabato 25 ottobre migliaia di persone hanno risposto all’appello per una manifestazione sulla “Zona da difendere” di Testet, nella regione del Tarn vicino a Tolosa. Sul sito è prevista la costruzione di una mega-diga (detta di Sivens) da 1,3 milioni di metri cubi d’acqua della quale beneficerà un pugno di grandi aziende d’agricoltura industriale a discapito di contadini più piccoli, che spingono i comitati locali, e che comporterà la distruzione di una zona umida che ospita numerose specie protette. Comitati locali e compagni hanno moltiplicato in questi mesi le azioni di blocco e di occupazione delle terre, contro un opera che richiama molto da vicino la devastazione dei territori e le grandi opere a cui si oppone in Italia il movimento no tav.
Al termine del corteo di sabato i manifestanti hanno denunciato le violenze della polizia: la gendarmerie, presente in forze, ha sparato numerosi lacrimogeni e non ha lasciato la zona per tutta la notte. Gli scontri sono proseguiti sporadicamente nel bosco fino alle 3/4 del mattino, con cariche e granate assordanti da parte delle forze dell’ordine. Remi, un ragazzo di 21 anni, ha perso la vita durante gli scontri.
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