Tre dei quattro poliziotti accusati di depistaggio sulla morte di Francesco Aldrovandi hanno optato per il rito abbreviato, che accorcia i tempi di dibattimento e prevede uno sconto di pena in caso di condanna.
Il processo sul depistaggio della morte di Federico Aldrovandi (ucciso il 25 settembre 2005 a soli diciotto anni a Ferrara, e per la cui morte sei mesi fa sono stati condannati a tre anni e sei mesi quattro poliziotti per omicidio colposo) aperto lo scorso 22 gennaio, avrà tempi brevissimi: il 12 e 13 febbraio ci saranno già le prime sentenze preliminari. I legali di tre dei quattro poliziotti sotto inchiesta (Paolo Marino, Marcello Bulgarelli e Marco Pirani, accusati di falsa testimonianza, abuso d’ufficio e favoreggiamento) hanno infatti optato per il rito abbreviato, che accorcia di molto i tempi giudiziari e prevede uno sconto di pena in caso di condanna. Il 13 febbraio il gup deciderà invece sul rinvio a giudizio o sul non luogo a procedere di Luca Casoni (addetto all’ufficio denunce) che ha invece optato per il dibattimento. I famigliari della vittima si sono costituiti parte civile, e hanno ottenuto da parte del giudice di produrre il video girato in via dell’Ippodromo dalla polizia scientifica di Ferrara poche ore dopo la morte di Federico.
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