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Ustica, non solo memoria: “Continui la ricerca di tutta la verità”

Ricorre oggi il 46esimo anniversario della strage che costò la vita a 81 persone. L’Associazione dei parenti delle vittime chiede di non archiviare l’inchiesta della Procura di Roma: “Fare luce sugli autori materiali e ottenere risposte chiare sulle azioni militari di aerei francesi e americani”.

27 Giugno 2026 - 10:02

“Siamo in un momento cruciale per la nostra battaglia per la verità e la giustizia. Non si può archiviare la strage di Ustica senza fare luce sui suoi autori materiali e senza ottenere risposte chiare dalla Francia sulla presenza della portaerei Foch nel Tirreno e sulle azioni militari di aerei francesi e americani (partiti dalla base di Grazzanise e monitorati anche dallo Shape della Nato a Bruxelles)”. Lo ha ribadito l’Associazione dei parenti delle vittime della strage, di cui ricorre oggi il 46esimo anniversario: fu nella serata del 27 giugno 1980, infatti, che nell’inabissamento del Dc-9 Itavia partito da Bologna e diretto a Palermo persero la vita 81 persone. L’archiviazione che l’Associazione teme, vista la richiesta in tal senso avanzata dalla stessa Procura di Roma, riguarda la più recente inchiesta condotta sulla strage. Nella prima udienza davanti al Gip, la cui decisione è attesa in autunno,  “abbiamo ribadito la necessità di non archiviare e di proseguire nella ricerca della verità”, hanno affermato i legali dei familiari delle vittime, Alessandro Gamberini e Daniele Osnato.

Nel frattempo la presidente dell’Associazione, Daria Bonfietti, ha annunciato l’intenzione di scrivere alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Dopo 46 anni siamo ancora qui- ha spiegato Bonfietti- perché vogliamo tutta la verità, anche l’ultimo pezzo. E’ un dramma che la giustizia italiana non riesca ad arrivarci”. A maggio “abbiamo presentato con i nostri legali tanti elementi che potrebbero indurre il Gip a non archiviare. Credo che ci sia bisogno di altre indagini della magistratura: speriamo che questo succeda, altrimenti il problema diventa una sconfitta della giustizia”, ha aggiunto Bonfietti, con un richiamo alla politica, a partire dal Governo nazionale, perchè faccia pressioni sui Paesi alleati, Francia in primis, che potrebbero avere elementi per chiarire una volta per tutte la complessiva dinamica dell’abbattimento del Dc9: “Il Governo del mio paese, se ha voglia, va e chiede con forza che gli venga data una risposta: chi ha buttato giù un aereo civile in tempo di pace nel nostro Paese?“.

L’Associazione dei familiari, inoltre, ha segnalato anche di guardare “con attenzione e aspettative all’inizio delle attività di una Commissione di indagine amministrativa riguardante il mancato rinvenimento dell’archivio del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, specificamente per il periodo che va dal 1969 al 1984″. Questa “gravissima mancanza, denunciata dal Comitato consultivo sulle direttive Renzi-Draghi, riguarda soprattutto le attività dei ministri e dei loro gabinetti di quegli anni, segnati da episodi sanguinosi di terrorismo contro stazioni, treni e voli”. Vale anche per la strage di Ustica “e ci chiediamo quanti documenti fondamentali per le indagini, che oggi rischiano l’archiviazione, potessero essere custoditi in questi archivi ora perduti”.