L’Avvocatura starebbe studiando un ricorso contro il pronunciamento della Cassazione che impone 100 milioni di euro di risarcimento ai parenti delle 81 vittime del Dc9 Itavia abbattuto esattamente 33 anni fa.
Proprio nell’anniversario dell’abbattimento del Dc9 Itavia si apprende del possibile ricorso in Cassazione dell’Avvocatura di Stato per un vizio procedurale nella sentenza di primo grado, già confermata dalla Cassazione di Stato, che condanna i Ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire cento milioni di euro ai familiari delle vittime.
Anthony De Lisi, uno dei parenti che attendono i risarcimenti, di professione avvocato, ha definito stamattina alla commemorazione “destituita di ogni fondamento giuridico e tecnico” l’iniziativa dell’Avvocatura. Un ricorso “sarebbe mortificante per tutta l’Italia oltre che tecnicamente difficile”. Per Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione, “è vergognoso e oltraggioso, oggi, che non si prenda atto di quanto accaduto”. Ammesso che arrivino i risarcimenti, “pagheranno in silenzio – si chiede inoltre Bonfietti – con qualche stralcio di bilancio e dunque mettendo tutto sulle spalle dei contribuenti, oppure chiederanno conto dei comportamenti dei loro dipendenti, chiaramente indicati nella sentenza?”.
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