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Stragi nazifasciste, i familiari delle vittime: “Un decreto che sospende lo Stato di diritto”

I familiari delle vittime delle stragi di Grizzana, Marzabotto e Monzuno denunciano gli effetti del decreto legge 63, approvato di recente, che interviene sul tema dell’immunita’ degli Stati esteri dalla giurisdizione italiana.

16 Maggio 2010 - 14:12

“Una sospensione dello Stato di diritto”, a 65 anni dalla fine della seconda Guerra mondiale. L’Associazione dei familiari delle vittime delle stragi nazifasciste di Grizzana, Marzabotto e Monzuno boccia cosi’ il decreto legge 63 del 2010 che, tra l’altro, interviene sul tema dell’immunita’ degli Stati esteri dalla giurisdizione italiana. L’articolo 1 del decreto, infatti, “dispone la sospensione dell’efficacia dei titoli esecutivi nei confronti di Stati esteri o di organizzazioni internazionali- spiega l’Associazione- nel caso in cui sia pendente un giudizio innanzi alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja, diretto all’accertamento dell’immunita’ dalla giurisdizione italiana”. Di conseguenza la nuova disposizione, “gia’ entrata in vigore- scrivono i familiari delle vittime- ha un’immediata ricaduta sul noto contenzioso italo-tedesco”, perche’ al momento e’ pendente all’Aja “un ricorso tedesco che contesta all’Italia di aver violato i suoi obblighi verso la Germania in base al diritto internazionale, dal momento che la magistratura, ivi inclusa la Corte di Cassazione, ha sinora negato la sussistenza dell’immunita’ giurisdizionale ed ha proceduto in via esecutiva e cautelare”.

Il decreto, inoltre, “blocca anche l’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Monte Sole che, dopo aver completo i tre gradi di giudizio dell’iter penale presso la Corte militare italiana, ha intenzione di agire nei confronti dello Stato tedesco per il riconoscimento del danno”. Il decreto e’ quindi “un provvedimento grave, perche’ crea una sospensione dello Stato di diritto soprattutto dopo 65 anni dalla fine della seconda guerra mondiale”. L’Associazione, inoltre, “visto che nel 1960 sono stati archiviati i fascicoli nell’armadio della vergogna”, chiede “dove siano stati versati i rimborsi che la Germania asserisce di aver gia’ versato, visto che ai familiari delle vittime, per la perdita dei propri cari  non e’ mai stato riconosciuto nulla”.