Manifestazione per denunciare ritardi e disagi vissuti dai richiedenti protezione, una delegazione ricevuta nel palazzo prefettizio: “Chiediamo assunzione di responsabilità, vogliamo poter viaggiare”.
Coordinamento migranti e Coordinamento Eritrea democratica stamattina in piazza Roosevelt per denunciare i ritardi nelle procedure di relocation, che permetterebbero di raggiungere paesi esteri. Intanto i richiedenti protezione sono condannati a un’attesa sfibrante nei centri d’accoglienza, senza mediazione culturale, senza soldi, spesso senza una corretta informazione sui loro diritti.
“Dobbiamo essere ricollocati in altre paesi – spiegano i manifestanti – invece siamo qui, non sappiamo con chi parlare, se chiediamo il passaporto in Questura ci rimandano all’ambasciata, ma non possiamo andarci, stiamo scappando. Sono prese in giro! Chiediamo che la prefettura si prenda la sua responsabilità. Molte di queste persone non vogliono restare qua, vogliono poter viaggiare, raggiungere i propri parenti all’estero. Chiediamo alla prefettura attenzione a questa gente, che ha bisogno di speranza, manca l’informazione su quello che gli sta succedendo”.
Una delegazione è stata ricevuta nel palazzo prefettizio, sentendosì rispondere che la responsabilità della mancata ricollocazione è dell’Europa e proporre di consegnare un documento che ricapitoli tutti i disagi vissuti, da inoltrare alle altre prefetture italiane e al ministero dell’Interno. “Sembra ci sia una disponibilità”, constatano prudentemente i promotori.
> Ascolta l’audio raccolto dal nostro inviato all’inizio della manifestazione:
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