Ancora un corteo per Gaza, per le attiviste e gli attiviste della Global Sumud Flotilla, in una giornata di mobilitazione intensa, con vari tentativi di invadere la stazione. E il 3 ottobre lo sciopero generale.
La nuova giornata di mobilitazione per Gaza, il popolo palestinese e la Global Sumud Flotilla è cominciata poco dopo le 8 di mattina con i blocchi degli studenti medi davanti alle scuole, poi diversi cortei che dagli istituti superiori si sono riuniti in un’unica grande manifestazione composta da migliaia di ragazze e ragazzi giovanissimi.
In tantissime/i, tra studentesse/i delle superiori e universitarie/i, sono arrivate/i in piazzale Medaglie d’Oro e hanno sfilato fino all’entrata della stazione, “protetta” da cordoni di carabinieri. “Fateci entrare” hanno gridato i e le manifestanti avanzando dietro lo striscione di testa, quando sono arrivati a contatto dei militari, sono partite le manganellate (non poche e non di alleggerimento).
Nel tardo pomeriggio c’è stata la partita di Europa League Bologna-Friburgo, poco dopo il calcio d’inizio è stato esposto uno striscione: “Stop al genocidio”. Così le sigle della curva rossoblù Forever Ultras 1974 e Freak boys 1986 sono intervenute sulla guerra a Gaza sui loro profili social, con la richiesta a tutto il pubblico di osservare un minuto di silenzio: “La violazione dei diritti internazionali avvenuta ieri sera nelle acque di Gaza e l’accanimento sulla popolazione civile palestinese, ormai da tempo in atto, ci impone di rompere il silenzio e prendere posizione…”.
Se uno dei problemi principali del Bologna calcio di questi tempi è quello di azzeccare il turnover tra le partite di campionato e quelle europee, per la “Bologna Flotilla” la questione viene superata producendo ogni volta una vera e propria “invasione di campo”.
Lo si è capito dopo poche centinaia di metri del suo sfilare: il corteo di oggi sarebbe stato più grande di quello notturno di ieri sera e le diecimila persone che c’erano ieri, questa sera, alla fine, saranno molte di più.
E’ stata un’altra dimostrazione di massa, di vicinanza al popolo palestinese, alle donne, ai bambini e agli uomini di Gaza, e alle attiviste e agli attivisti della Global Sumud Flottilla, non più sulle loro imbarcazioni, ma in un centro di detenzione israeliano.
E’ stata una marcia dal passo svelto, dai pochi slogan, con un obiettivo che è passato di voce in voce: “La stazione”… quella che in queste giornate è risultata invalicabile.
Sfilando in via Ugo Bassi, la manifestazione si è ingrossata: c’erano facce che si erano viste anche in altri appuntamenti, ma ce n’erano pure tante che hanno sostituito quelle dei giorni precedenti. Probabilmente, quei volti si ritroveranno tutti insieme pure nella grande giornata dello sciopero generale del 3 ottobre.
Una “cronaca convulsa”
E’ da questo momento che abbiamo fatto partire un “timer narrativo” degli avvenimenti successivi, una cronaca che può sembrare concitata, ma che è stata redatta in assoluta pacatezza.
Il corteo gira per via Marconi, passata piazza dei Martiri, imbocca via Amendola e, a poche centinaia di metri dalla stazione, si sdoppia: il troncone di testa marcia dritto verso piazza Medaglie d’Oro, la seconda fetta (quella dietro allo striscione “Bloquons tout”, il “Blocchiamo tutto” dei cortei francesi) gira in via Milazzo per raggiungere velocemente il ponte di via Matteotti e aggirare lo scalo ferroviario da via Carracci, all’uscita dei binari dell’Alta Velocità.
Il corteo prova ad entrare in stazione, ma è respinto subito dalla polizia, con un intenso lancio di lacrimogeni, a diversi metri dal piazzale di ingresso. All’arrivo in piazza Medaglie d’oro i e le manifestanti si sono trovate/i camionette e poliziotti in tenuta antisommossa, con maschere antigas sui volti. Non appena hanno cominciato ad avanzare, sono stati investiti da una vera e propria gragnola di lacrimogeni, sparati anche ad altezza d’uomo. E il primo “assalto” gli uomini in divisa l’hanno respinto con fermezza.
Quasi contemporaneamente, nel retro della stazione, in via Carracci, l’altro spezzone di corteo ha trovato ad accoglierlo una nutrita schiera di carabinieri dietro a una barriera di scudi. Qui c’è stato il contatto tra i militi e i manifestanti, con scontri non simulati. Il fronteggiamento è proseguito con decine di candelotti lanciati da una parte e fuochi d’artificio e fumogeni dall’altra. Il corteo è rimasto compatto, ha arretrato di propria scelta, senza fuggire, e si è ricongiunto con l’altra parte di manifestanti in piazza Medaglie d’Oro, dove nei minuti precedenti c’erano stati scontri.
Ore 21,14 – il corteo viene spezzato a metà, ma questa volta da un fittissimo lancio di lacrimogeni, con nugoli di fumo che trasformano la zona una sorta di girone infernale. Si verificano nuovi scontri all’altezza di viale Pietramellara.
Ore 21,33 – Ancora prolungati lanci di lacrimogeni, gli scontri continuano.
Ore 21,51 – Ci sono scontri e spari di lacrimogeni all’altezza di Porta Galliera. Polizia e carabinieri, in antisommossa, presidiano tutto il quadrilatero tra piazza Medaglie d’Oro e viale Pietramellara.
Ore 22,09 – I fronteggiamenti si spostano in piazza XX Settembre, quei vengono rovesciati cassonetti e dati alle fiamme, come “protezione” dal lancio di lacrimogeni. Anche sul lato di viale Pietramellara gruppi di manifestanti ritornano verso gli agenti, tirando oggetti e fumogeni in risposta a decine di candelotti.
Ore 22,27 – Gli scontri si spostano all’altezza dell’autostazione.
Ore 22,33 – Una ragazza in solitaria, con il volto scoperto, sventolando una bandiera palestinese, cammina tranquilla sfiorando gli agenti in antisommossa. I poliziotti si muovono a squadre, avanti e indietro, così pure fanno i cellulari.
Ore 22,38 – Parte una mega carica di polizia e carabinieri lungo i viali, verso il piazzale Est della stazione, con i furgoni che a velocità sostenuta passano in mezzo ai manifestanti e i carabinieri che si fanno largo a suon di manganellate.
Ore 22,45 – Il corteo si ricompone in via Irnerio gridando slogan del tipo “tout le monde déteste la police”.
Ore 23,05 – I manifestanti svoltano verso Borgo San Pietro e, in poco tempo, “inondano di un’altra umanità” una delle strade per eccellenza della “movida” bolognese: via delle Moline.
Ore 23, 11 – A questo punto, ad essere invasa è via Castagnoli, il corteo si sta dirigendo in piazza Verdi, nel cuore della cittadella universitaria, dove probabilmente si scioglierà.
Buona notte!!!
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