Lo precisano le ricostruzioni in corso. Bisognerà verificare come mai non fosse stata apposta bene la recinzione o perche’ fosse interrotta.
L’operaio morto due giorni fa investito da un treno alla periferia di Bologna stava lavorando in un punto che va considerato a tutti gi effetti parte dell’area dei lavori, dunque interna al cantiere Tav aperto in quella zona e non esterna come comunicato inizialmente. E’ quanto emerge dalle indagini in corso in questi giorni. Il 49enne era andato li’ perche’ si era reso necessario sistemare il deviatoio, che si trovava molto vicino alla linea ferroviaria attiva. Era insieme a un collega e i due stavano svolgendo quel compito su ordine del capocantiere (presente quel giorno nell’area dei lavori) e non di propria iniziativa. Bisognera’ verificare in un secondo momento come mai non fosse stata apposta bene la recinzione, o perche’ fosse interrotta.
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