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L’illuminante parabola di Santa Giuliana

Nell’ex collegio di via Mazzini, venduto dalla Chiesa e oggetto di un’occupazione nel 2023, non uno studentato bensì appartamenti di lusso: “90 stanze sacrificate alla speculazione”.

14 Aprile 2026 - 13:42

Una vicenda il cui copione sembra essere stato scritto appositamente per raccontare come la speculazione immobiliare rappresenti l’altra faccia della medaglia della crisi abitativa che attanaglia Bologna: è la parabola dell’ex istituto Santa Giuliana, che questo giornale ha raccontato con un’inchiesta e una serie di altri articoli negli ultimi due anni e mezzo. C’è un po’ tutto: un grande proprietario immobiliare come la Chiesa, la decisione di chiudere una struttura pensata per ospitare studentesse e di vendere l’edificio, l’occupazione dell’immobile rapidamente sgomberata con tanto di manifestante colpita al volto da una manganellata, la richiesta di archiviazione delle indagini su questo episodio e le misure cautelari a carico delle/gli attiviste/i, la palazzina rimasta a lungo vuota e poi l’acquisto da parte di privati. E ora l’epilogo, che chiude a perfezione il cerchio: se si era detto che quantomeno nell’ex Santa Giuliana sarebbe stato realizzato un nuovo studentato, le cose sono andate diversamente ed è venuto fuori che nell’immobile sono stati realizzati degli appartamenti di lusso.

A parlare di questi ultimi aggiornamenti è un comunicato diffuso dallo Sportello per il diritto all’abitare di Adl Cobas e dal collettivo Luna, protagonisti dell’occupazione del 2023. “Santa Giuliana: un immobile di sette piani e 90 stanze sacrificato alla speculazione”, è il titolo del comunicato, che così prosegue: “All’ex istituto Santa Giuliana delle Suore Mantellate Serve di Maria di via Mazzini, nell’ottobre 2023, ci fu uno sgombero violento di un’occupazione abitativa che offriva risposte concrete all’emergenza casa che, tuttora, travolge studentx, lavoratx, migranti. Una necessaria e vitale riattivazione di un immobile con quasi 90 camere, vuoto da parecchi mesi e che, coi nostri corpi e il nostro impegno insieme a quello di tante persone in difficoltà abitativa, che spesso si trovano a dormire in strada e in stazione (come denunciato anche da Caritas), abbiamo provato a sottrarre alla mera speculazione. Il bilancio di questa scelta fu pesante: sei attivisti allontanati dalla città da un momento all’altro con misure cautelari, poi tramutate in firme giornaliere per oltre cinque mesi, 12 denunce e una testa spaccata a una giovane studentessa”.

Scrivono poi Adl Cobas e Luna: “Bologna si stava già trasformando in una città respingente, dove il mercato degli affitti brevi e la speculazione immobiliare espellono sistematicamente studentx e lavoratx precari dal centro. Con stanze singole che negli ultimi anni arrivano a 700 euro e più e migliaia di case vuote, il diritto all’abitare è sotto attacco. A maggior ragione la recente chiusura del tavolo sfratti da parte della Prefettura e del Governo è invece un ulteriore segnale di abbandono di qualsiasi seria politica abitativa, come dimostra anche la scomparsa di un piano casa nazionale. Nei giorni dell’occupazione e poi in quelli dello sgombero, nonostante l’indisponibilità nell’intavolare una reale forma di mediazione, ci avevano fatto sapere che quantomeno sarebbe stata certamente mantenuta la destinazione di studentato (come scritto chiaramente nel preliminare di vendita) e invece si è scelto di restituire 90 stanze al vuoto per oltre tre anni e ora al profitto di pochi, a scapito di molti. Già sugli annunci di immobiliare.it, o sul sito Mazzininovanta.it, si parla di appartamenti in vendita a partire da 430.000 per 70 mq. Categoria lusso. Non di certo la città accessibile, inclusiva e a misura di precarx, studentx e lavoratx che ci immaginavamo con il progetto di In/Out. Un altro grosso pezzo di città a disposizione esclusiva dei ricchi. Noi invece, come altre realtà che fanno la città solidale, continuiamo a lottare, nonostante le misure sempre più repressive del Governo e le promesse non mantenute. Santa Giuliana rappresenta senz’altro una grossa occasione persa da parte di chi in città possiede davvero tanti immobili, che a volte vanno a buon fine, ma purtroppo non in questo caso. Occasione che invece qualcuno ha colto trasformandola in speculazione”.