Lo sguardo di acule sulla vicenda delle/i professioniste/i sanitarie/i accusate/i di aver ostacolato l’ingresso di migranti nei Cpr, per la quale a Bologna si terrà una manifestazione di solidarietà in piazza Nettuno alle 18.
di acule
Nei giorni scorsi 23 medici sono stati perquisiti in varie città italiane, nelle loro case e nei luoghi di lavoro. In un caso è stata contestata anche l’ipotesi di associazione a delinquere.
Tutto nell’ambito dell’inchiesta sui presunti falsi certificati con cui alcune persone erano state dichiarate non idonee al trattenimento nei Cpr.
Ma la domanda da porsi è anche un’altra: come possono essere considerati idonei alla salute delle persone luoghi nei quali si può essere privati della libertà anche senza aver commesso alcun reato, nei quali troppo spesso i diritti vengono sospesi, la cura diventa marginale e, rispetto ai quali, la cronaca e i rapporti di monitoraggio continuano a raccontare episodi di autolesionismo, tentativi di suicidio e forme estreme di sofferenza?
E come può chi ha giurato di salvaguardare e tutelare la salute e la cura delle persone non valutare tutto questo?
Forse, prima ancora di chiederci chi sia idoneo a entrarci, dovremmo cominciare a chiederci a cosa siano idonei i Cpr.
Decisamente non all’umanità.
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