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La Madonna di San Luca e – semplicemente – la laicità della scuola pubblica

Il Comitato genitori dell’asilo comunale Grosso si oppone a un’iniziativa promossa da un parroco della Bolognina per portare l’icona della Madonna nell’istituto: “Bambini/e non tutelati/e nel rispetto della loro identità religiosa e non”.

10 Marzo 2026 - 15:09

“Esprimiamo profonda preoccupazione per quanto sta accadendo in merito alla processione dell’icona della Madonna di San Luca presso il quartiere Bolognina, su base dell’iniziativa del parroco Milko Ghelli della parrocchia San Girolamo, per la giornata del 20 marzo 2026. Dopo le dichiarazioni espresse dal parroco in merito alla presa di posizione del Comitato genitori, che hanno originato articoli sulla stampa, ci sentiamo di esprimere e chiarire la nostra posizione”. Inizia così un comunicato diffuso dal Comitato genitori della scuola dell’infanzia comunale Grosso, che a seguire ripercorre i primi passi della vicenda: “In data 9 febbraio 2026 è stata inoltrata dalla pedagogista del plesso a tutte le famiglie delle scuole Grosso una mail nella quale veniva diffusa l’iniziativa del 20 marzo, che prevedeva una sosta dell’icona della madonna di San Luca sia presso la scuola primaria Grosso che presso la scuola dell’infanzia Grosso, all’interno del giardino dell’istituto. Durante la visita i bambini delle famiglie aderenti, secondo proposta, dovevano essere accompagnati nel giardino dell’istituto per ricevere una spiegazione dell’icona e un conseguente momento di preghiera. Alla richiesta di chiarimenti avanzata dal Comitato genitori alla scuola, diviene noto che il gruppo educativo, compresa l’insegnante di religione, non era stato preventivamente coinvolto nell’iniziativa. In data 10 febbraio il Comitato, accogliendo quanto riportato dalle famiglie dei bambini e delle bambine del plesso, scrive quindi all’assessore Ara, alla responsabile dell’unità territoriale dei servizi educativi 0-6 dott.ssa Giudici, al Capo Area Educazione dott.ssa Ceruti e alla pedagogista dott.ssa Pagnossin per chiedere quale sia stata la procedura di approvazione seguita alla luce del mancato coinvolgimento di insegnanti e genitori e con quali obiettivi pedagogici un momento di culto si inserisca all’interno del percorso educativo di una scuola pubblica, per costituzione laica”.

Racconta poi il Comitato: “Dopo una mediazione dagli esiti fallimentari tra l’assessore Daniele Ara e il parroco in questione, ci viene comunicato che l’iniziativa si terrà ugualmente presso le scuole dell’infanzia, spostata di pochi metri, sulla strada. La nostra scuola è un presidio di eccezionale ricchezza, i cui legami di comunità sono frutto del lavoro quotidiano del gruppo educativo e di tutto il personale scolastico, e dell’impegno costante del gruppo genitori. Con questa iniziativa abbiamo assistito a un deterioramento delle relazioni tra le famiglie in un clima di scarsa chiarezza e risposte non definite. I nostri bambini e le nostre bambine non vengono inoltre tutelati nel rispetto della loro identità religiosa e non. Come sostenuto da molte famiglie della comunità scolastica proponiamo che tale momento, riconoscendone l’importanza per credenti e praticanti, si tenga in un altro ambiente, diverso dalla scuola pubblica laica, in orario extrascolastico, con la possibilità di essere scelto discrezionalmente e liberamente dai genitori interessati. A corollario, mentre è ancora in corso la comunicazione al gruppo genitori, su un quotidiano locale l’accaduto viene riportato colpevolizzando di ostracismo la scuola e la comunità scolastica, a cui vengono applicate connotazioni negative. La gestione strumentale e ideologica del parroco e di alcuni esponenti politici cittadini si sono concretizzati questa mattina (ieri, ndr) con la presenza dei giornalisti davanti alla nostra scuola. Come comitato genitori abbiamo cercato di avere cura della comunità dei bambini e delle bambine e di gestire con attenzione la questione, ma ora appare evidente chi ha a cuore la scuola e chi invece la usa per fare propaganda. In primo luogo il comitato aveva scelto di non diffondere l’informazione alla stampa per tutelare l’istituzione scolastica. Riteniamo estremamente fuori luogo le modalità con cui il parroco della Chiesa dell’Arcoveggio, don Milko Ghelli, ha interloquito con la scuola, e grave l’incapacità dei rappresentanti del settore educativo di arginarne l’arroganza”.