E’ la stessa Azienda per i servizi alla persona, partecipata al 97% dal Comune, a fornire il dato relativo agli alloggi di sua proprietà che al momento risultano “non locati” per diverse ragioni.
Bologna fa i conti con un’innegabile fame di alloggi e intanto l’Asp ha 167 appartamenti vuoti: il dato è stato fornito dalla stessa dirigenza dell’Azienda per i servizi alla persona, che al 97% è di proprietà del Comune (si aggiungono un 2% della Città metropolitana e un 1% della Fondazione Carisbo). Scendendo nel dettaglio del patrimonio Asp, figurano 1.961 ettari di terreni e 1.119 immobili di diverse tipologie. A questi si aggiungono 6.084 beni ‘mobili’ di valore artistico e culturale. L’Azienda utilizza 57 immobili per fini istituzionali, mentre 941 sono quelli messi a reddito e 121 sono destinati al sociale. Gli appartamenti sono in tutto 691: 471 sono affittati, 53 vengono utilizzati per attività istituzionali e sociali, mentre 167 risultano “non locati” per diverse ragioni e – così assicura l’Azienda – sono oggetto di vari piani di recupero e valorizzazione. Per esempio, 48 appartamenti sono all’interno del progetto di riqualificazione “Reiventing city C-40” del palazzo Aiuto materno di via don Minzoni. Altri 34 fabbricati si trovano in proprietà agricole: alcuni sono diroccati e non possono essere affitati, altri sono inseriti nel piano vendite. Sono 30 gli appartamenti che dovranno essere ristrutturati con fondi che Asp sta cercando di raccogliere attraverso la partecipazione a bandi nazionali ed europei. Altri 40 sono pronti (o quasi) per essere affittati, quattro saranno venduti e 11 non sono utilizzabili perché, spiegano i dirigenti dell’Asp, hanno bisogno di una riqualificazione “importante”, non ordinaria. Dei 131 fondi agricoli di proprietà dell’Asp, 130 sono affittati.
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