Nel pomeriggio è arrivata l’approvazione definitiva alla Camera del ddl: 277 si’, 173 no e 4 astenuti. Passano i superpoteri ai presidi, i comitati di valutazione dei docenti, le donazioni private, l’acceleratore sull’alternanza scuola-lavoro.
Al termine di un iter parlamentare accompagnato da lunghe e partecipate proteste in tutta Italia, da oggi la riforma della scuola voluta dal governo Renzi è legge: nel pomeriggio, infatti, l’aula della Camera in terza lettura ha approvato in via definitiva il ddl “La buona scuola”. Questo l’esito della votazione: 277 si’, 173 no e 4 astenuti.
Tra gli articoli più contestati, quello sull’autunomia scolastica, che conferisce maggiori poteri ai presidi nella gestione delle risorse umane, tecnologiche e finanziarie; il piano straordinario di assunzioni, che esclude migliaia di precari (entro dicembre verrà però bandito un nuovo concorso); l’istituzione di comitati di valutazione degli insegnanti, a cui siederanno anche rappresentanti degli studenti e dei genitori; la generalizzazione dell’alternanza scuola-lavoro; l’introduzione dello school bonus, ovvero delle donazioni private agli istituti scolastici.
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