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In Prefettura si parla di casa: un divano per la ministra

“Simbolo della spirale senza fine che sta espellendo centinaia di giovani, famiglie, precarie, migranti da Bologna”, spiegano Làbas e LUnA, oggi davanti al palazzo del Governo in concomitanza con la presenza di Anna Maria Bernini, che i due collettivi non hanno voluto incontrare: “Le sue non sono risposte, ma solo parole vaghe e generiche promesse”.

01 Aprile 2023 - 19:20

Oggi la ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, è tornata a Bologna per parlare della questione abitativa in Prefettura: appuntamento che segue la contestazione messa in atto da Làbas e LUnA alcuni giorni fa durante l’inaugurazione di un nuovo studentato privato targato Camplus. In concomitanza con la presenza della ministra, le/gli attiviste/i dei due collettivi hanno convocato un presidio davanti alla Prefettura portandosi dietro un divano, oggetto diventato simbolo della carenza di alloggi in città dopo il caso denunciato da Zic.it nei mesi scorsi. Obiettivo del presidio: chiedere conto a Bernini, spiegano Làbas e LUnA, “dei 660 milioni di euro previsti dal Pnrr destinati ad un ‘Fondo di housing universitario’ che finanzierà solo soggetti privati per la creazione di posti letto per studentesse e studenti. Ingenti fondi regalati a privati senza meccanismi che controllano la speculazione (il solo Camplus ha già preso 64 milioni di euro di finanziamento dal Pnrr) la quale avviene a spese di studenti costretti a pagare oltre 800 euro di retta mensile per una stanza. Vogliamo piuttosto posti letto a canoni calmierati ed accessibili. Questa rivendicazione è frutto dell’esperienza vissuta tra divani a 450 euro al mese, studentati di lusso ed AirBnb. Per questo motivo alle buone intenzioni e alle chiacchiere contrapponiamo la realtà della vita nella seconda città più cara d’Italia”.

Con queste ragione, studentesse/i e precarie/i hanno portato in piazza “un divano, uno dei tanti su cui molte e molti si sono trovate a dover dormire, perché la ministra possa vedere cosa vuol dire viverci sopra. Invitiamo student* e precarie a partecipare con noi!”. A differenza di altre realtà studentesche, LUnA e Làbas hanno deciso di non incontrare la ministra: “Questo incontro assomiglia più ad una passerella istituzionale, non abbiamo voluto prestarci”, hanno spiegato al megafono le/gli attivisti, aggiungendo che Bernini “ha perso una occasione per rispondere alle nostre domande, doveva confrontarsi pubblicamente con noi qui nella piazza”. A presidio concluso, i collettivi hanno così raccontato la giornata: “Oggi la ministra dell’università Anna Maria Bernini ha deciso di convocare varie rappresentanze studentesche in Prefettura per discutere della questione abitativa; incontri ottenuti dopo la contestazione dell’ennesimo studentato di lusso a marchio Camplus in via Valverde di settimana scorsa. Anche noi eravamo stati convocati, e ci siamo presentati sotto la Prefettura portando un divano, simbolo della spirale senza fine che sta espellendo centinaia di giovani, famiglie, precarie, migranti da Bologna. Ma quello di cui Bologna ha bisogno non sono parole dette nei palazzi in stanze private, da parte di chi in questi anni non ha fatto altro che favorire operazioni di speculazione e rendita immobiliare, a favore di pochi e a danno di molte e molti. Non era in quelle stanze che si poteva aprire una reale contrattazione sui temi che stiamo rivendicando da tempo, e crediamo sia stato fine a se stesso da parte delle altre delegazioni studentesche salire e prestarsi a un gioco che appartiene solo a chi può permetterselo”.

Continua il comunicato: “La ministra ai giornali dice che saranno creati posti letto in immobili pubblici inutilizzati, ‘Poi la gestione potrà essere pubblica o privata’. Sempre la ministra: ‘ci sarà sempre una quota parte per gli studenti incapienti ma capaci e meritevoli che sarà garantita da noi’. Come sarà possibile questo, senza un meccanismo di coordinamento tra Ministero, Regioni ed enti per il diritto allo studio che monitori l’assegnazione dei posti letto? Come è possibile che fondi pubblici vengano utilizzati per aprire immobili che poi andranno in gestione a privati che altro non fanno che speculare? Come è possibile che con fondi pubblici si finanzino soggetti privati, come Camplus che ha già beneficiato di 64 milioni dal Pnrr, per poi affittare stanze fino a 1.000 euro al mese? Quale è la ‘funzione di pubblica utilità’ in questo? Quelle della ministra non sono risposte, ma solo parole vaghe e generiche promesse. Trasparenza e cambio di marcia sui fondi assegnati all’edilizia studentesca, basta regali ai privati che si arricchiscono senza garantire posti letto realmente accessibili, se non per turisti e studenti facoltosi. Vogliamo posti letto a canone calmierato ed accessibile. Basta divani: vogliamo risposte!”.