Presidio in piazza Nettuno nel giorno in cui ricorre l’anniversario della “catastrofe”, ovvero l’inizio per il popolo palestinese della vita in esilio o sotto occupazione parallelamente alla fondazione dello Stato di Israele: “Settantacinque anni di occupazione e soprusi ma anche settantacinque anni di Intifada e resistenza!”.
Ricorre oggi il 75° anniversario della Nakba, “la Catastrofe per il popolo palestinese che dal 1948 è costretto a vivere inesilio o sotto il regime sionista”, spiegano le realtà che per l’occasione hanno decisodi scendere in piazza con un presidio sotto al Nettuno: Gep, Giovani Palestinesi, Cambiare Rotta, Coordinamento Bds, Cua, Donne in nero, Donne in strada, Fgc, Link, Mit, Plat, Rete dei comunisti. “Settantacinque anni di occupazione e soprusi- continua il comunicato- ma anche settantacinque anni di Intifada e resistenza! Nel 2023 la violenza e la repressione sionista ha aumentato la sua intensità con un numero di omicidi mai così alto negli ultimi vent’anni. Attualmente sono quasi 5.000 i/le detenutə politichə palestinesi nelle carceri israeliane. Parallelamente ha preso protagonismo una nuova generazione della Resistenza palestinese, che a partire dai giovani dei campi profughi e delle città ha ravvivato vecchie e nuove forme di lotta, mettendo in crisi l’apparato repressivo sionista, ribadendo per l’ennesima volta che il popolo palestinese è pronto a combattere fino alla liberazione tutta la Palestina”. Quello di oggi è quindi un presidio “a sostegno della Resistenza palestinese, contro il regime sionista a fianco dei/delle prigionierǝ”.
Correlati
- Un grande urlo: “Contro l’apartheid israeliana, per i diritti dei Palestinesi!” [video+foto+audio]
- Di nuovo in piazza per la Palestina [nuove foto]
- Di nuovo alle porte del rettorato: “Boicottiamo il regime sionista!”
- In piazza per Gaza: “Stop all’aggressione israeliana!” [audio+foto]
- “Unibo complice dell’apartheid israeliana”, protesta in rettorato
- Palestinesi in piazza per ricordare la Nakba: “Contro ogni forma di imperialismo e oppressione”
- “I can’t breathe”: migliaia in piazza Maggiore

