Acabnews Bologna

In 10.000 al corteo notturno contro l’abbordaggio dell’esercito israeliano alla Global Sumud Flotilla

Ormai a Bologna si ripetono quasi quotidianamente manifestazioni che portano in piazza tantissime persone: per Gaza, per la Palestina e contro le scelte vergognose e la complicità con Netanyahu del governo Meloni.

02 Ottobre 2025 - 02:11

Israele ha dato l’assalto, con la complicità del Governo italiano, alle imbarcazioni della Global Sumud Flottilla. Bologna, come tante altre città italiane, risponde scendendo in strada.

Chiamato poco dopo le 8 di sera, il presidio un’ora dopo già composto da alcune centinaia di giovani che si sono ritrovate/i attorno alle tende dell’accampada in piazza Maggiore. Gli interventi iniziano con una promessa retorica: “Hanno bloccato la flotilla, noi esondiamo con la nostra marea”. Al microfono, in attesa dell’arrivo di alcuni cortei (dalla zona universitaria e da via San Vitale), si avvicenda un bel numero di ragazze e ragazzi.

Alle 21,30 il corteo finale parte col botto, anzi coi botti. Ad alzare gli occhi verso il cielo, per vedere il lancio pirotecnico dei fuochi d’artificio in piazza Nettuno, sono già in diverse migliaia (soprattutto giovani), che diventano più di cinquemila quando la sfilata imbocca via Venezian per fare un “obbligato” passaggio davanti alla Prefettura. Quando, appena passate le 22, la manifestazione ritorna su via Ugo Bassi si aggregano altre 3/4.000 persone, al giro di boa verso piazza Malpighi ne ne aggiungono molte altre.

In tante e in tanti hanno deciso che è il momento di reagire insieme: e, dallo sciopero del 22 settembre, lo fanno ad ogni chiamata come se fosse la cosa più naturale del mondo, perché sentono la necessità di far udire la propria voce, la propria rabbia e il proprio sdegno.

La notizia dell’abbordaggio la si aspettava, ma non per questo è stata meno vergognosa. Le immagini dell’assalto sono state oscurate, perché l’esercito israeliano ha interrotto tutti i collegamenti, per impedire che tutte e tutti potessero vedere, ma di fatto questa carognata è accaduta sotto i nostri occhi, ormai costretti ad assuefarsi al genocidio e allo sterminio della popolazione palestinese. Le milizie sioniste hanno arrestato uomini e donne della Global Sumud Flottilla perché con la loro azione hanno costretto a schierarsi, hanno evidenziato ancora di più quello che Israele sta facendo, forzando una zona di mare illegalmente occupata dall’esercito israeliano, cercando di intaccare un blocco navale illegittimo, per portare aiuti alla stremata popolazione di Gaza. Quelle donne e quegli uomini sono andati lì con le loro imbarcazioni per difendere i principi del diritto internazionale umanitario contro uno Stato genocida come Israele, che il diritto internazionale lo viola in modo continuo e sistematico. E hanno dimostrato quanto sia complice e codina pure la scelta dei governi occidentali, con quelle immagini vergognose delle navi militari europee che sono tornate indietro e si sono rintanate invece di soccorrere donne e uomini disarmati.

Mentre il corteo sfilava, sono uscite le notizie che quattro barche sono state sequestrate, tre sono rimaste senza alcun contatto e il resto delle imbarcazioni della flotilla stanno continuando con “Mango” alla loro guida. Le navi sequestrate sembrerebbero essere quelle che trasportavano reporter, giornalisti e attivisti/e più noti/e.

Anche da questa drammatica giornata, è uscita una risposta che rappresenta sicuramente qualcosa di nuovo e radicale: un moto e un risveglio di coscienze che attraversato le strade e le piazze di tante città italiane ed europee; come hanno scritto le operaie e gli operai dell’ex Gkn: “Una resistenza prolungata al fianco di una resistenza prolungata! Le lotte sociali per la Palestina, la Palestina per le lotte sociali”. Con questa consapevolezza si va allo sciopero generale del prossimo venerdì 3 ottobre, con la voglia e la determinazione di rendere effettiva la parola d’ordine “Blocchiamo tutto… tutto… tutto”.

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