In un anno 706 provvedimenti tra Bologna e provincia. Intanto sono dieci i contratti di “affitto civico” siglati grazie alla Fondazione Abitare creata da Comune, Città metropolitana e Asp.
A Bologna e provincia nel 2025 sono state disposte 706 convalide di sfratto: in media si parla di circa 60 atti ogni mese, praticamente due al giorno. Il dato, che emerge da un report della Città metropolitana elaborato sulla base dei dati forniti dal Tribunale, mostra un aumento rispetto ai 635 provvedimenti emessi nel 2024 confermando che l’emergenza casa continua a mordere. Sul totale, 329 convalide riguardano la città di Bologna e 377 gli altri Comuni dell’area metropolitana. Il 60% dei casi riguardano sfratti per morosità, il resto sono per finita locazione. Nella città, in particolare, le due tipologie sfratto si equivalgono: 167 per morosità e 162 per finita locazione. Gli altri Comuni maggiormente sono Imola e Valsamoggia (circa 30 provvedimenti), San Lazzaro di Savena e Pianoro (circa 20); altri 43 sfratti riguardano il distretto dell’Appennino bolognese.
Nel frattempo, sono circa 10 i contratti di locazione siglati tramite l’intermediazione della Fondazione Abitare Bologna creata da Comune, Città metropolitana e Asp per svolgere la funzione di Agenzia sociale per l’affitto. Un progetto nato sulle ceneri dell’Agenzia Metropolitana per l’Affitto, famigerato flop delle istituzioni bolognesi sul tema dell’abitare. Il meccanismo della Fondazione è quello dell’affitto “civico”: canone concordato, agevolazioni economiche sia per i proprietari che per gli inquilini, fondi per le ristrutturazioni e fino a 12 mensilità garantite in caso di morosità. Lo strumento è operativo da dicembre e da quel momento “di domande da parte di chi chiede una casa ne sono pervenute”, ha segnalato Ambrogio Dionigi, nominato presidente della Fondazione dopo i precedenti incarichi che in città avevano fatto discutere qualche anno fa. Dall’altro lato, cioè quello della messa a disposizione di immobili, sono arrivate “30 segnalazioni di cittadini che hanno detto di essere interessati a capire. Poi il tasso di conversione da chi era interessato a chi ha messo gli immobili ci porta a dire che sono una decina gli appartamenti affittati, alcuni si stanno concludendo in questi giorni, altri ci stanno ripensando”.
Gli obiettivi? “Nel 2026 vogliamo fare 100 affitti civici con privati, vedremo, siamo anche un po’ i primi che si muovono su questo fronte”, ha sottolineato Dionigi, spiegando che a breve partirà una campagna di informazione basata su “luoghi target” caratterizzati da un’alta presenza di alloggi sfitti. Ma allo stesso tempo “ci stiamo muovendo in collaborazione con altri soggetti”, ha riferito Dionigi: ad esempio con un “grande proprietario” come la Chiesa, visto che con l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero “siamo a un passo da un accordo di collaborazione per il quale opereremo assieme, laddove si svuotano dei loro immobili, per farli rientrare nell’affitto civico”.
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