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Il Comune e le fake news: dalla sinagoga assaltata all’aggressione di piazza Verdi

Da Palazzo D’Accursio immediata solidarietà al residente “aggredito dai collettivi”: ma la stampa cittadina e un video raccontano che prima di tutto è stato l’uomo a colpire una studentessa con uno schiaffo al volto.

17 Giugno 2026 - 13:35

Qualche tempo fa il sindaco Matteo Lepore, impegnato a difendere dalle critiche i progetti di Palazzo D’Accursio, lanciò pubblicamente un “servizio anti fake news” lamentando un eccesso di notizie false o distorte sull’operato dell’amministrazione. In generale questo è un tema, certo, perchè viviamo in tempi nei quali l’affidabilità delle informazioni e la loro facile manipolazione rappresentano un terreno minato su cui è bene interrogarsi e ragionare. Ma, per l’appunto, se poi proprio il Comune a sfornarne di fake news? E non parliamo di proclami variamente interpretabili o di enfasi su un dato progetto o di valutazioni politiche: bensì di elementi di cronaca, di fatti, completamente inventati o profondamente mistificati.

Un episodio eclatante si era verificato nel gennaio 2025, in occasione di una manifestazione in centro per la morte a Milano di Ramy Elgaml. Nella notte ci furono scontri e danneggiamenti e Lepore la mattina dopo, di buon ora, si affrettò a condannare quanto accaduto inserendo nella sua dichiarazione, diffusa tramite comunicato stampa, questo passaggio: “Particolare preoccupazione va espressa per gli atti vandalici e le minacce contro la sinagoga di Bologna, per la quale esprimo la mia solidarietà alla comunità ebraica”. Su molte testate partì un valzer di titoli sulla Sinagoga assaltata, devastata, assediata e via così, innescando un caso mediatico e politico di portata nazionale, infarcito di accuse di antisemitismo. Ma fasullo. Erano state tracciate delle scritte per Ramy e per Gaza sui muri dei palazzi della vicina via de’ Gombruti, dove si trovano alcuni uffici della Comunità ebraica: ma  “le sinagoghe di via Finzi non sono state toccate, non c’è stato nessun danno. Su questo voglio essere chiaro. La sinagoga non c’entra, l’ha innescata il sindaco questa cosa, e io mi sono impegnato tutta la mattina a cercare di chiarirla”, dichiarò il presidente della Comunità ebraica, Daniele De Paz a Repubblica. Parlando allo stesso quotidiano, poi, l’allora questore Antonio Sbordone disse che “la manifestazione non era nata come anti-sionista o anti-ebraica, ma come anti-polizia” e che “il passaggio dalla sinagoga era finalizzato ad arrivare in Questura, in quanto c’erano due fermati”.

Fin qui, una vicenda ormai datata. Ma ieri sera si è verificata una circostanza per certi versi simili. Il contesto è quello di piazza Verdi, dove da alcune settimane è in corso una mobilitazione di Piazza Verdi Collettiva e del Cua contro la rassegna estiva promossa da La Scuderia: iniziativa che per le/gli studentesse/i rischia di dare il via a un processo di “tavolinizzazione” di uno spazio pubblico e comune della zona universitaria, in vista della completa riapertura della piazza dopo la fine dei cantieri del Teatro comunale a febbraio 2027. Ieri sera, quindi, le/gli attiviste/i hanno contestato un’iniziativa che si stava svolgendo nella piazza e c’è stato un parapiglia che ha coinvolto uno ‘storico’ rappresentante dei comitati dei residenti della zona ed ex consigliere di Quartiere del centrodestra. Nel giro di pochissimo tempo, già ieri sera, è intervenuta con un comunicato l’assessora alla Sicurezza, Matilde Madrid, esprimendo “innanzitutto solidarietà” al residente “che, abbiamo appreso, sia stato (sic) aggredito da persone appartenenti a collettivi universitari. In queste settimane abbiamo ribadito più volte che la piazza è aperta a tutti e ad accesso libero. È gravissimo che qualcuno aggredisca fisicamente altre persone durante un’assemblea pubblica organizzata proprio perché le diverse posizioni avessero voce”.

Eppure, già ieri sera, i siti delle testate gionalistiche cittadine raccontavano una storia se non altro più articolata: il residente “ha dato uno schiaffo a una giovane attivista e d risposta un ragazzo gli ha tirato un pugno, facendogli sanguinare il sopracciglio”, ha scritto per esempio il Corriere di Bologna. Ma la stessa dinamica è stata riportata anche da Repubblica Bologna, Bologna Today, Ansa Emilia-Romagna e il Resto del Carlino (ripetiamo: anche da il Resto del Carlino…). E questo è il racconto diffuso dal Cua: “Scene oltre l’immaginabile in piazza Verdi, quando una settantina di studenti è arrivata in corteo per opporsi ad un tavolo composto da appena 15 uomini over 60 che pretendevano di compiere scelte sul futuro della zona universitaria. Durante la contestazione è stato orgogliosamente detto che questa piazza era e sarebbe rimasta orgogliosamente antifascista, antirazzista, trasfemminista e contro lo sfruttamento”. Gli esponenti di centrodestra presenti “non hanno proprio mandato giù questa compiuta verità” e l’ex consigliere di Quartiere “in un raptus di violenza ha aggredito una giovane studentessa mollandole un ceffone”.

Del resto c’è anche un video, pubblicato sui social sempre dal Cua, in cui si vede chiaramente lo schiaffo ricevuto sul volto dalla studentessa. Un particolare, si fa per dire, che nella dichiarazione dell’amministrazione svanisce. E allora: chi ha aggredito chi? E’ il caso che l’istituzione cittadina esprima solidarietà a un uomo adulto che schiaffeggia una ragazza in pubblica piazza?