Il rettore parlava di fine dei lavori prima dell’estate, ora dice: “Per me tecnicamente significa prima di agosto”. Una data? “Non la abbiamo”.
Quando riapre il trentasei, la biblioteca di Discipline umanistiche inaccessibile da febbraio dopo essere stata occupata dagli studenti e poi sgomberata violentemente dalla Polizia? “Stiamo andando avanti, mancano gli ultimissimi ritocchi. Non abbiamo ancora una data, ma a breve la riapriremo”. Il rettore Francesco Ubertini resta sul vago, nonostante siano ormai quasi cinque i mesi che l’Ateneo avrebbe impiegato a definire le nuove modalità di controllo degli ingressi, al posto dei contestati tornelli, e a riparare supposti danni (ma gli unici di cui si ha notizia sono quelli conseguenti all’intervento della celere).
L’idea, conferma il rettore ai cronisti a margine di un’iniziativa, “era aprire prima dell’estate, che per me tecnicamente significa prima di agosto. E penso che sarà possibile”. E a chi chiede se si sia aspettato tanto per il timore di nuove contestazioni da parte dei collettivi assicura: “No, no, sono solo questioni tecniche”.
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