Le indagini per violenza privata, blocco stradale, reati contro la libertà economica, danneggiamento. La prefettura, intanto, si preoccupa di far sapere che le proteste metterebbero a rischio le assunzioni.

Dopo la Digos, che qualche settimana fa aveva contato 179 denunce (ma alcune alle stesse persone), ora è la procura a dare i numeri dell’attività investigativa su sei mesi di proteste contro il colosso alimentare.
Sono dunque 160, tra lavoratori, sindacalisti e attivisti, a essere iscritti a registro. Nella maggior parte dei casi le ipotesi di reato soo violenza privata e blocco stradale, mentre per 19 persone identificate durante i blitz alla Coop Lame si indaga per reati contro la libertà economica e danneggiamento di prodotti.
Intanto la prefettura si cimenta in un avvertimento che ricorda abbastanza quello del Questore, che alcune settimane fa parlava di permessi di soggiorno a rischio. Le assunzioni dei facchini si potrebbero fare, sostiene una nota di Piazza Roosevelt, ma le proteste le fanno saltare.
Correlati
- SiCobas: “Assumere tutti o non smobilitiamo”
- Granarolo, lunedì SiCobas in Prefettura
- Granarolo, “polizia come alla Diaz” [video]
- Blocchi alla Granarolo, 179 denunce in due mesi e mezzo
- Logistica, Si Cobas: “Vigileremo sul rispetto dell’accordo” per i licenziati Sgb
- “Scarichiamo Granarolo”, blitz al centro Lame
- Logistica, manifestazione interregionale alla Granarolo

