Ieri avrebbe compiuto 38 anni, se una notte del 2005 non si fosse imbattuto nei quattro agenti di polizia che lo uccisero. Domani a Ferrara una “sound parade” per ricordare una vicenda di dolore ma anche di riscossa sociale, che Zeroincondotta seguì giorno per giorno: consulta lo speciale ancora online con tutti gli articoli.

Il 17 luglio 2005 un ragazzo di Ferrara, Federico Aldrovandi, compiva 18 anni. Ieri non ne ha compiuti 38, perché poche settimane dopo essere diventato maggiorenne, il 25 settembre 2005, tornando da una serata al Link di Bologna, fu fermato dai quattro agenti di una volante della Polizia di Stato e, da loro, ucciso. Domani la sua città lo ricorderà con una sound parade, “come piaceva a lui”, sottolinea un membro del Comitato Federico Aldrovandi 2005-2025, fondato dai suoi amici di allora, ma “senza dimenticare che dopo vent’anni ci sono ancora tante questioni irrisolte legate alla gestione della sicurezza nelle nostre comunità. Lo dimostrano le nuove misure repressive e lesive delle libertà contenute nel Decreto Sicurezza, e la richiesta da anni disattesa, sostenuta anche da Amnesty International, dei codici identificativi per gli agenti di polizia”.
I quattro agenti furono condannati in via definitiva nel 2012, aprendo la pista a diverse sentenze successive su altri omicidi in divisa, a partire da quello di Stefano Cucchi.
Zeroincondotta iniziò le sue pubblicazioni regolari come giornali online nel 2007: da allora, e per più di dieci anni, seguì giorno per giorno la lunga vicenda giudiziaria, il filone principale e tutti i processi derivati, le molte iniziative di solidarietà, le tristi provocazioni dei sindacati di polizia e di qualche politico sciacallo. Tutto quel materiale è raccolto in uno speciale, dal titolo netto e triste.
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