Si tratta dell’edificio di via Corticella che alcune famiglie occuparono con Plat nel 2023. Oggi è ancora murato e l’Ausl, che ne è proprietaria, lo ha messo sul mercato. Altri b&b in arrivo?
Il copione è sempre quello: un immobile pubblico inutilizzato, poi riaperto grazie ad un’occupazione, in seguito sgomberato e quindi riconsegnato alla polvere. E ora la messa in vendita, molto probabilmente a favor di privato. Si tratta dell’edificio di via Corticella 115 che fu occupato per alcuni mesi alla fine del 2023: gli accessi sono tuttora murati e l’Ausl, che ne è proprietaria, pochi giorni fa lo ha messo sul mercato con un prezzo a base d’asta di quasi 600.000 euro.
L’occupazione di via Corticella, compiuta da un gruppo di famiglie insieme alla piattaforma di intervento sociale Plat, iniziò l’8 settembre del 2023 come prosecuzione del progetto Radical Housing che era nato qualche mese prima con un’altra occupazione, in questo caso in via Raimondi. Le famiglie si spostarono in via Corticella subito dopo aver lasciato l’edificio di via Raimondi, di proprietà dell’Asp, nel giorno in cui era previsto l’avvio dei lavori di ristrutturazione finalizzati alla realizzazione di alloggi popolari con fondi Pnrr. “Non abbiamo nessun interesse ad ostacolare questi lavori, che anzi vanno nella direzione che auspichiamo, quella del recupero e del rilancio dell’edilizia residenziale pubblica per l’abitare popolare”, spiegò Plat, aggiungendo che l’occupazione traslocava in via di Corticella perché “purtroppo il tavolo aperto con l’amministrazione per trovare soluzioni abitative dignitose per tutti gli uomini le donne e i bambini di via Raimondi non ha, al momento, dato l’esito sperato”, in quanto “il Pris si è presentato in via Raimondi proponendo ai quattro nuclei ancora presenti la scomposizione della collettività, l’alloggio in alberghi (lontanissimi dalle scuole frequentate e di prossimo inizio dalle bambine e i bambini e dai luoghi di lavoro) senza nessuna garanzia su una transizione degna verso alloggi popolari”. Soluzioni definite “non degne” e quindi rifiutate, con “l’assemblea di via Raimondi che ha deciso di fare un passaggio ulteriore per dare continuità al percorso di lotta e trattativa, in attesa che vengano trovate, speriamo molto presto, soluzioni degne e garanzie formali”.
Lo sgombero arrivò il 6 dicembre, insieme a quello di un’altra occupazione, promossa in questo caso dal Cua: GlitcHousing, nell’ex istituto Zoni di via Filopanti. Attiviste/i e solidali furono caricate/i dalle forze dell’ordine sia la mattina in via Corticella che la sera in zona universitaria. Raccontarono Plat e Cua: “Decine di donne, bambin3, lavoratrici, migranti, student3 sono stat3 privat3 della propria casa. Un problema di ordine sociale – la violenza sistemica che quotidianamente parla di aggressione alle povertà, solitudine, sfruttamento e patriarcato – è stato trasformato in questione di ordine pubblico. La muraglia solidale che si è erta a difesa del diritto ad una vita degna è stata colpita dai manganelli di stato. La scellerata aggressione poliziesca si è mostrata in tutta la sua violenza, in un trionfo di machismo e testosterone. In una giornata in cui la violenza di stato ha colpito in tanti modi chi lotta ogni giorno per la propria sopravvivenza, l’abuso poliziesco si è spinto ad assaltare un corteo alle spalle, prendendo di mira in modo particolare e reiterato le giovani compagne presenti, arrivando a sferrare calci nella vagina/nelle parti intime una studentessa”.
A due anni di distanza, l’edificio di via Corticella è ancora inutilizzato: un immobile pubblico vuoto, con buona pace della crisi abitativa che attanaglia la città. Si tratta di un fabbricato su tre piani con superficie catastale di 280 metri quadrati: “L’edificio versa in mediocri condizioni manutentive; l’ingresso è murato e non è possibile l’accesso”, segnala l’Ausl nell’avviso di vendita, specificando che l’immobile non presenta i requisiti di interesse culturale. “Il lotto è libero da persone e da vincoli di locazione; la rimozione di eventuale materiale di risulta presente nell’immobile avverrà a cura e spese dell’aggiudicatario”, aggiunge l’Azienda sanitaria. Insieme alla palazzina vanno in vendita anche un’area cortiliva di 522 metri quadrati e un terreno agricolo di 760 metri quadrati: quest’ultimo è di proprietà della Città metropolitana, che ha dato mandato all’Ausl di procedere alla vendita tramite un’unica procedura. Per candidarsi all’acquisto occorre presentare un’offerta a partire da 584.830 euro in su: per farlo c’è tempo fino al 17 febbraio e l’asta pubblica è fissata al giorno successivo.
Sarà interessante vedere chi eventualmente acquisterà l’immobile e a che scopo. Forse per uno studentato di lusso è troppo piccolo, ma chissà, magari spunterà un altro bel pacchetto di b&b…
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