A fronte del dato sul sovraffollamento relativo ai diversi istituti dell’Emilia-Romagna, solo alla Dozza di Bologna sono 326 le/i ristrette/i che superano i posti previsti. E nelle celle, non solo per questo, si soffoca.
Mentre l’Emilia-Romagna è soffocata dall’emergenza caldo, c’è chi deve fronteggiare le temperature estreme di questi giorni in una situazione che già di per sè non può essere che invivibile. Cioè le persone detenute, visto che nelle carceri della regione le/i ristrette/i sono 1.038 in più rispetto alla somma delle capienze regolamentari dei vari istituti. Una situazione di palese sovraffollamento a cui si aggiungono, parlando del caldo, le difficoltà che le/i detenute/i incontrano nell’avere a disposizione l’acqua corrente (criticità in tal senso vengono segnalate ad esempio sulla Dozza di Bologna, con conseguenti proteste delle/i detenute/i) o anche solo nel poter utilizzare un semplice ventilatore.
Questa, intanto, la mappa del sovraffolamento: +326 persone a Bologna, + 155 a Piacenza, +149 a Parma, +13 a Reggio Emilia, +141 a Modena, +163 a Ferrara, +30 a Ravenna, +15 a Forlì e +46 a Rimini. “E’ come se in regione ci fossero tre istituti penitenziari in più”, rileva il Garante regionale delle persone sottoposte a misure limitative o restrittive della libertà personale, Roberto Cavalieri, sottolineando che “se il carcere è sovraffollato inevitabilmente si sviluppano tutta una serie di problematiche collaterali e viene accresciuta la probabilità che il ristretto commetta nuovi reati una volta scontata la pena. Una situazione che inevitabilmente porta a pensare anche a soluzioni radicali, come l’indulto”: per ridurre il sovraffollamento, dice il Garante, “ancora oggi la misura più incisiva rimarrebbe questa”.

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