Niente nido, le culle non bastano: la direttrice del carcere certifica l’impossibilità di garantire una detenzione dignitosa alle madri recluse e ai loro figli.
Lo ha ammesso alcuni giorni fa in un convegno la direttrice della Casa circondariale bolognese: “Non abbiamo la sezione nido ma ospitiamo frequentemente madri, quattro è il massimo storico. La presenza di bambini rappresenta una situazione di criticità e imbarazzo per noi operatori perché sono in camere di detenzione comuni. Per alcune abbiamo le culle, ma per la quarta, che è entrata da poco, solo un lettino da campeggio. Non siamo attrezzati per garantire una detenzione pienamente dignitosa a queste madri”.
E’ “inaccettabile la presenza di bambini in carcere”, ha detto Elisabetta Laganà, garante dei diritti delle persone private della liberta’ personale del Comune. “Dobbiamo pensare a un progetto per Bologna per accogliere le detenute con bambini, un progetto che può essere una casa protetta, perché questo dramma non è più prorogabile”.
Nella sezione femminile dalla Bozza ci sono 77 detenute, meno della metà sono migranti, in gran parte hanno tra i 25 e i 45 anni.
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