Acabnews Bologna

Dalla piazza del 2 agosto fischi per Nordio, e a Meloni: “Dica che la strage è fascista”

I familiari delle vittime al ministro della Giustizia: “Si legga il piano della p2”. In corteo ieri anche le familiari di Abderrahim Fakir, ricordato inoltre negli spezzoni delle realtà di base.

03 Agosto 2026 - 11:22
Foto Agenzia Dire

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni non è riuscita neanche quest’anno a dire che quella del 2 agosto 1980 alla Stazione di Bologna fu una strage fascista. Come se non esistessero moltepilici sentenze definitive che convergono in un’unica direzione: a uccidere 85 persone e ferirne 200, alle 10.25 di quel giorno, fu un attentato ordito nelle stanze del Viminale, finanziato dalla loggia massonica p2, e che si avvalse della manovalanza di militanti dell’eversione neofascista, ben pagati ma anche anche motivati da una comune volontà di destabilizzare la politica e restringere gli spazi di democrazia.

“Quello che è accaduto il 2 agosto del 1980 rappresenta una delle pagine più buie e drammatiche della storia nazionale”, si legge nella scarna nota diffusa ieri dalla premier, a cui ha risposto dal palco di piazza Medaglie d’Oro, il nuovo presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, Paolo Lambertini: “Da ogni presidente del Consiglio, ci aspettiamo un approccio rigoroso e onesto. Oltre a definire buia la strage del 2 agosto, va trovato il coraggio di dire non solo che è ‘buia’, ma che è qualcosa di più: che è la pagina più nera del neofascismo italiano e dei pezzi dello Stato che tradirono la Repubblica”, ha affermato.

Dalla piazza sono poi partiti molti fischi quando, nel corso del suo intervento, Lambertini ha pronunciato il nome dell ministro della Giustizia Carlo Nordio, “che ha dichiarato di non conoscere il Piano di Rinascita democratica” della p2. “Lo deve conoscere quel Piano signor ministro. Se lo legga, per cortesia”, ha esortato, ricordando che nel piano erano previsti il depotenziamento della magistratura e il presidenzialismo: “Un progetto volto allo stravolgimento dell’assetto costituzionale nato insieme alla Repubblica ottant’anni fa, come frutto della Resistenza partigiana antifascista”.

Al corteo tra piazza del Nettuno e la stazione hanno preso parte anche la sorella e la nipote di Abderrahim Fakir, l’uomo ucciso al Pilastro in un’intervento di polizia lo scorso 19 luglio. Fakir era citato inoltre in uno degli striscioni delle realtà di base in coda alla manifestazione: “2 agosto. Uno bianca, Fakir: verità e giustizia. Basta omicidi e stragi di stato. Revocare lo scudo penale ora!”. Lo striscione “La strage è di Stato”, come l’anno scorso, raccoglieva le realtà he hanno condiviso l’appello del collettivo Resistenti bolognesi, per il quale la morte al Pilastro “è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale”, mentre “la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo”.

> Leggi anche: Comprendere il 2 agosto, un glossario della strage di Bologna