Un anno e mezzo fa blitz studentesco contro tagli e legge Gelmini. Ipotizzati i reati di violenza privata, interruzione di pubblico servizio, accensioni pericolose, imbrattamento, manifestazioni non autorizzata.
Il 27 novembre 2012 alcune decine di studenti riuscirono a interrompere il consiglio di amministrazione dell’ateneo, protestando contro i tagli della legge Gelmini e della prima spending review, quella di Monti. Per quell’azione, il pm ha chiesto il rinvio a giudizio di tredici attivisti del Cua. Interruzione di pubblico servizio, violenza privata a pubblico ufficiale, accensioni ed esplosioni pericolose (per tre petardi in via Zamboni), imbrattamento (per delle uova sui muri dell’ufficio scolastico e dell’Unibo store), deturpamento e manifestazione non autorizzata le ipotesi di reatom a vario titolo.
Per gli inquirenti furono offesi “l’onore e il prestigio” del rettore Dionigi perché fu oggetto del lancio di banconote fac-simile e per il tentativo di appendergli al collo un cartello. Anche in seguito a questo episodio il rettore fu messo sotto scorta.
Tra gli indagati su cui sarà chiamato a decidere il gup, alcuni dei ragazzi raggiunti negli scorsi giorni da divieto di dimora.
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