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Contare le persone, entrarci in relazione

Come funziona, questa settimana, la rilevazione Istat 2026 sulle persone senza dimora a Bologna, in strada e nelle strutture di accoglienza notturna: riceviamo e pubblichiamo.

26 Gennaio 2026 - 14:16

di Anna Cesari

Nelle giornate del 26, 28 e 29 gennaio si svolgerà in contemporanea nelle 14 città metropolitane d’Italia la Rilevazione Istat sulle persone senza dimora. È un’iniziativa nazionale promossa dall’Istat e condotta da fio.PSD (Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora) in collaborazione con enti locali, università, servizi sociali e volontari. La Rilevazione sarà infatti svolta grazie all’aiuto di volontari/e afferenti a diverse organizzazioni nazionali e Università, ma anche grazie a semplici cittadini che hanno aderito alla campagna di reclutamento TuttiContano.

La Rilevazione a Bologna

«La Rilevazione è organizzata allo stesso modo in tutta Italia» spiega Erica Foy, coordinatrice per fio.PSD della città metropolitana di Bologna, «proprio perché si vuole raccogliere i dati con la stessa metodologia e poterli confrontare». A questo scopo, da una parte ogni città è stata divisa in aree: «Per quanto riguarda Bologna, il suo territorio è stato diviso in 65 aree, e queste aree sono state affidate ai responsabili della rilevazione. Al responsabile di rilevazione faranno riferimento le squadre di volontari/e composte da almeno tre persone. Il lavoro si svolge in due fasi: il 26 gennaio si conteggiano le persone che vivono in strada o in sistemazioni di fortuna; senza fare interviste o sottoporre questionari. Il 28 e il 29 gennaio verrà intervistato un campione delle persone conteggiate il 26 comunicato da Istat. Del campione che verrà fornito tutte le donne verranno intervistate, mentre per gli uomini verrà selezionata una percentuale. Le interviste avverranno sia nelle strutture di accoglienza notturna che in strada» spiega la coordinatrice. Dall’altra, ai volontari è stato distribuito un vademecum particolareggiato per entrambe le fasi della rilevazione, proprio perché «la qualità del risultato dipende dal rispetto rigoroso delle definizioni e delle procedure: questo garantisce stime affidabili e confrontabili tra città diverse».

Le interviste: provare a entrare in relazione

La seconda fase della rilevazione, le interviste in strada e nelle strutture di accoglienza notturna, si scontra con un nodo centrale che caratterizza il supporto alle persone senza dimora, ovvero la difficoltà ad entrare in relazione con loro.

«Sappiamo che sarà una sfida – racconta la coordinatrice – perché alcune domande toccano aspetti molto intimi e dolorosi. Non è semplice acquisire fiducia in una sola sera». Per questo «abbiamo cercato di costruire delle squadre equilibrate, e nei posti dove sappiamo esserci delle persone un po’ più fragili abbiamo cercato di mettere persone che avessero già un’esperienza nell’ambito: si sono scritti tante persone che sono volontarie in varie associazioni o parrocchie durante tutto l’anno, oppure anche delle persone che lavorano nei servizi. Agli altri abbiamo spiegato che può essere difficile avvicinare queste persone e che è molto importante rispettare il loro spazio vitale: perché quello che noi percepiamo come una strada pubblica, per quella persona invece è il suo spazio di casa». Quindi «di avere un approccio molto delicato e rispettoso e come prima cosa di provare a spiegare quello che si sta facendo». Inoltre, è prevista la possibilità di non rispondere, di interrompere l’intervista o di utilizzare una versione abbreviata del questionario quando necessario. «I questionari prevedono comunque la possibilità di non risposta, quindi se la persona non ha piacere di farsi intervistare semplicemente non si procede all’intervista, oppure se durante l’intervista dovesse voler smettere o non volesse rispondere ad alcune domande, è prevista una versione abbreviata». Anche il rifiuto di rispondere viene considerato un dato significativo. «Queste persone sono spesso escluse da tutte le statistiche – sottolinea la coordinatrice – e senza dati è difficile costruire politiche adeguate». La rilevazione Istat 2026 prova a colmare questo vuoto, conteggiando anche le difficoltà incontrate sul campo, che raccontano qualcosa della realtà.