Riders Union: manifestazione”torna a rompere la quotidianità cui non ci dobbiamo abituare. Vogliamo tutti i diritti del lavoro dipendente e tutti i dispositivi di sicurezza. Vogliamo che nessuno sia licenziato o disconnesso arbitrariamente”.
“Stasera niente pizza e sushi: il lockdown delle consegne contro precarietà e sfruttamento. Avevamo promesso che non ci saremmo fermati, che la nostra lotta non si sarebbe arrestata. Siamo in tante e tanti a chiedere dispositivi di protezione, sicurezza sul lavoro, diritti, salari più alti e dignità”. Su queste parole d’ordine è partito poco dopo le 19 di ieri sera da piazza del Nettuno un corteo e critical mass dei ciclofattorini di Riders Union in sciopero: “Durante questa pandemia – scrive il collettivo – abbiamo continuato a lavorare senza diritti e garanzie. Le aziende non ci hanno fornito i DPI previsti da leggi e protocolli, costringendoci a ricorrere in tribunale contro il loro menefreghismo per la nostra salute. Ma l’oppressione e lo sfruttamento non durano per sempre. In questi anni ci siamo mobilitati per avere ciò che ci spetta. Abbiamo costruito coscienza di noi stessi, abbiamo dimostrato che nella solitudine competitiva dell’economia digitale ci si può organizzare collettivamente per rivendicare garanzie e dignità”.
Scrive ancora Riders Union: “Il delivery, in questa crisi, sembra aver assunto una rinnovata centralità, che rischia di trasformarsi nel perpetuarsi di un’economia spietata in cui le aziende non rispettano le regole e i lavoratori sono degli invisibili. Questo corteo torna a rompere la quotidianità cui non ci dobbiamo abituare. Vogliamo tutti i diritti del lavoro dipendente e tutti i dispositivi di sicurezza. Vogliamo che nessuno sia licenziato o disconnesso arbitrariamente. Senza lavoratori le multinazionali non sono nulla. Senza riders le piattaforme non possono consegnare pizze, sushi o panini”
La manifestazione è terminata in piazza Otto Agosto con un’assemblea “per decidere tutt* insieme come proseguire la mobilitazione”. “Lo sciopero di oggi è stato solo un antipasto!”, promettono infine i fattorini.
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