Dopo i fatti di lunedì, in attesa di processo, un antirazzista è ai domiciliari, obbligo di firma per altre quattro persone. Dodici migranti reclusi nei Cie di Milano e Torino. A Milano resiste l’occupazione della torre
Il tentativo di sbarazzarsi militarmente del presidio per il permesso di soggiorno e i diritti per tutti è fallito, centinaia di persone continuano a darsi i turni per non lasciare soli i migranti che dal 30 ottobre resistono su una gru del cantiere della metropolitana. Attualmente sono in cinque, uno ha scelto si scendere stamattina.
Pesante tuttavia il bilancio della giornata di tensione di lunedì: dodici migranti (egiziani e tunisini) restano reclusi nei Cie di Milano e Torino. In attesa dei processi, fissati per il 16 e il 29 novembre, Fabio, un antirazzista bresciano, è detenuto ai domiciliari. Per un altro bresciano e quattro migranti è stato disposto l’obbligo di firma.
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Intanto è il sesto giorno di occupazione per la torre di via Imbonati a Milano. Anche qui prosegue 24 ore su 24 il presidio antirazzista solidale
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