Grazie alla protesta studentesca finalmente la Giunta s’accorge delle grandi agenzie che affittano sul web nascondendosi dietro falsi utenti: Bettina, Andrea, Matteo… Un fenomeno che cannibalizza il mercato immobiliare a danno di studenti e precari.
Imprese turistiche, spesso controllate da grandi holding, che gestiscono decine di appartamenti ma li offrono su piattaforme digitali come Airbnb presentandosi con nomi propri come se fossero utenti qualsiasi: Bettina (64 offerte in città, 2000 in Europa), e poi Andrea, Matteo… E’ un efficace trucco per inserirsi in un mercato molto redditizio eludendo gli oneri professionali del settore, ma è anche ciò che sta contribuendo a cannibalizzare il mercato immobiliare, rendendo ai limiti dell’impossibile trovare un’alloggio in affitto a studenti e precari. Il fenomeno, già oggetto di inchieste giornalistiche, è stato messo in luce, dieci giorni fa, dalla protesta degli studenti di Lubo davanti a Palazzo D’Accursio.
Messa di fronte a una magagna così grossa l’amministrazione non ha potuto far finte di niente: l’assessore al Turismo Matteo Lepore ha annunciato infatti ieri che gli uffici comunali stanno indagando: “E’ evidente che non e’ una cittadina che sta condividendo una propria stanza, ma sta facendo un’attività speculativa che come tale va tassata”. Resta da capire quali saranno i provvedimenti che scaturiranno da queste indagini.
Correlati
- Acer accende la guerra tra poveri
- Se il Comune non cerca case per studenti, “dormiremo nelle aule?”
- I ras dell’affitto breve stanno comprando mezza città
- Casa, studenti, Airbnb… Ma chi è Bettina?
- Bologna sfitta: una città aperta solo a chi se la può permettere
- “Prendiamoci le case”, studentesse/i in corteo
- ::: Notizie brevi :::

